Un recente studio ha analizzato l’effetto di diverse fonti di grassi alimentari, come il burro e gli oli vegetali, sul rischio di mortalità. Come spesso accade, i risultati hanno fatto scalpore, generando dibattiti e controversie sui media e sui social network. In questo articolo analizziamo i principali risultati dello studio, il metodo utilizzato e le implicazioni per la salute.

Il metodo dello studio: epidemiologia osservazionale

Lo studio in questione è di tipo epidemiologico osservazionale, il che significa che i ricercatori non hanno imposto ai partecipanti di cambiare dieta, ma hanno raccolto informazioni sulle loro abitudini alimentari e li hanno seguiti per molti anni, monitorando gli esiti di salute, in particolare la mortalità totale e le cause specifiche di morte. Questo tipo di studi, pur essendo molto utile per identificare associazioni, ha dei limiti, poiché non permette di stabilire con certezza un rapporto causa-effetto.

I risultati principali: burro vs oli vegetali

Lo studio ha seguito più di 200.000 persone per circa 30 anni e ha trovato che:

  • Chi consumava più burro aveva un rischio di morte più alto del 15% rispetto a chi ne consumava meno. Questo effetto era evidente per un consumo di circa 14 g al giorno (circa un cucchiaio di burro).
  • Chi consumava più oli vegetali aveva un rischio di morte inferiore del 16% rispetto a chi ne consumava meno. In particolare, l’assunzione di 2 cucchiai al giorno di oli vegetali era associata a un minore rischio di mortalità.

Quali oli vegetali sono migliori?

I ricercatori hanno analizzato diversi tipi di oli vegetali e hanno trovato che:

  • Olio d’oliva: riduzione dell’8% del rischio di mortalità per ogni 5 g al giorno.
  • Olio di canola: riduzione del 15%.
  • Olio di soia: riduzione del 6%.
  • Olio di mais e olio di cartamo: nessun effetto significativo.

Gli autori suggeriscono che l’assenza di un effetto positivo per l’olio di mais e l’olio di cartamo potrebbe dipendere dal basso consumo di questi oli nella popolazione studiata o dalle modalità di utilizzo, come la frittura in ambito industriale, che potrebbe alterarne le proprietà.

Effetti del burro su cancro e malattie cardiovascolari

L’analisi delle cause specifiche di morte ha mostrato che:

  • Il consumo di burro era associato a un maggiore rischio di morte per cancro.
  • Il consumo di oli vegetali era associato a un minore rischio di morte per cancro.
  • Il burro usato per cucinare (frittura o cottura al forno) non mostrava un’associazione chiara con la mortalità, forse a causa del consumo sporadico.
  • L’uso del burro come condimento (ad esempio, spalmato sul pane) era associato a un aumento del rischio di morte.

Confronto diretto: burro vs oli vegetali

Un confronto diretto tra burro e oli vegetali ha rivelato che sostituire 10 g di burro al giorno con una quantità equivalente di oli vegetali era associato a una riduzione della mortalità totale e della mortalità per cancro del 17%.

In un altro studio più ampio su oltre 500.000 persone seguite per 16 anni, si è osservata una riduzione della mortalità cardiovascolare per chi sostituiva il burro con olio d’oliva o di canola.

Chi ha finanziato lo studio?

Una domanda frequente riguarda il finanziamento della ricerca. Questo studio è stato interamente finanziato dal National Institutes of Health (NIH), senza contributi dall’industria dei latticini o dell’olio vegetale.

Considerazioni finali

Questi risultati suggeriscono che una maggiore assunzione di burro potrebbe essere associata a un aumento del rischio di morte, mentre l’uso di oli vegetali, in particolare olio d’oliva, di canola e di soia, potrebbe avere effetti benefici sulla longevità. Tuttavia, poiché lo studio è di tipo osservazionale, è necessario interpretare i dati con cautela e considerarli nel contesto di una dieta complessiva equilibrata.

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Fonti

  • “Substituting Butter with Vegetable Oils and Risk of Mortality”, NIH, 2024, [Link a PubMed]
  • Cooking oil/fat consumption and deaths from cardiometabolic diseases and other causes: prospective analysis of 521,120 individuals – Link