La principale causa di morte negli Stati Uniti e nel mondo è legata a ciò che mangiamo. La cattiva alimentazione uccide milioni di persone, più del tabacco. Ma quali sono le cinque azioni più importanti per migliorare la nostra dieta? Secondo uno studio globale sull’impatto della nutrizione sulla salute, bisogna mangiare meno sale, più noci, più verdure non amidacee, più frutta e, infine, più cereali integrali.
Tra questi cereali integrali, si distinguono i cosiddetti grani antichi. Ma cosa sono? E sono davvero migliori delle varietà moderne?
Che cosa sono i grani antichi?
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’industria del grano ha selezionato varietà più produttive, adatte alla pasta e al pane. Negli ultimi anni, alcune delle varietà più antiche sono state reintrodotte sul mercato. I grani antichi, come il kamut e il grano monococco, non hanno subito le modifiche genetiche introdotte durante le rivoluzioni agricole del secolo scorso.
Dal punto di vista nutrizionale, gli antichi presentano alcune differenze rispetto ai grani moderni. Ad esempio, il grano monococco e il kamut contengono più carotenoidi come la luteina e la zeaxantina, noti per i loro benefici sulla vista. Tuttavia, i grani moderni tendono ad avere più vitamina E. In termini di vitamine e minerali, le differenze non sono enormi, ma gli antichi vantano una maggiore capacità antiossidante, probabilmente grazie al contenuto più alto di polifenoli.
Cosa dicono gli studi?
Gli effetti benefici dei grani antichi sono stati testati sia in laboratorio che su persone. Ecco alcuni risultati interessanti:
- Infiammazione: In uno studio su cellule epatiche umane, kamut e farro si sono dimostrati più efficaci nel ridurre l’infiammazione rispetto ai grani moderni.
- Sindrome dell’intestino irritabile: Pazienti che hanno consumato prodotti a base di kamut per sei settimane hanno riportato meno dolori addominali, gonfiore e maggiore soddisfazione rispetto a chi ha consumato grano moderno.
- Funzionalità epatica: In persone con steatosi epatica non alcolica, la funzionalità del fegato è migliorata dopo aver consumato kamut.
- Diabete e malattie cardiache: Nei diabetici, il consumo di grani antichi è stato associato a un miglioramento del colesterolo e della sensibilità all’insulina. In persone con malattie cardiache, si è osservato un migliore controllo glicemico e un miglior profilo lipidico.
- Funzionalità arteriosa: Anche in soggetti senza malattie cardiache evidenti, il consumo di grani antichi ha mostrato benefici sulle arterie.
Conclusioni
Gli studi disponibili suggeriscono che i grani antichi possono offrire benefici superiori rispetto ai grani moderni, in particolare per quanto riguarda la riduzione dell’infiammazione e il miglioramento di parametri metabolici come il colesterolo e il controllo glicemico. Tuttavia, il numero di studi condotti è ancora limitato e non consente conclusioni definitive.
Se avete la possibilità di scegliere, optare per i grani antichi potrebbe rappresentare una scelta salutare. Ricordate, però, che indipendentemente dal tipo di grano consumato, è sempre meglio prestare attenzione a come si mangia: masticate bene e non abbiate fretta!
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