Una nuova ricerca ha riacceso il dibattito sull’effetto delle diete low-carb e chetogeniche sulla salute del cuore. Vediamo cosa dice lo studio e cosa possiamo realmente concludere.

Negli ultimi mesi, molti utenti hanno chiesto chiarimenti su uno studio recente che ha analizzato la relazione tra diete a basso contenuto di carboidrati, dieta chetogenica, colesterolo LDL e malattie cardiovascolari. Dopo aver letto con attenzione l’articolo scientifico e parlato direttamente con l’autore senior della ricerca, ecco cosa è emerso.

Lo studio in breve

Sono stati reclutati 100 partecipanti che seguivano una dieta chetogenica o molto povera di carboidrati. L’età media era di 55 anni. Per entrare nello studio, le persone dovevano avere livelli molto elevati di colesterolo LDL (almeno 190 mg/dl), con una media che arrivava fino a 254 mg/dl — valori considerati estremamente alti. Inoltre, dovevano essere privi di altri fattori di rischio maggiori, come:

  • Ipertensione

  • Diabete

  • Ipercolesterolemia familiare (FH)

Dovevano anche avere trigliceridi bassi e HDL alti, indici di un buon metabolismo insulinico. In sostanza, si voleva isolare un gruppo in cui l’elevazione del colesterolo LDL fosse causata solo dalla dieta.

Cosa è stato misurato

Lo studio ha valutato la presenza di placche nelle arterie coronarie, cioè quelle che portano il sangue al cuore. È stato usato un esame avanzato, la Tomografia Computerizzata Angiografica (CTA), capace di rilevare sia le placche calcificate che quelle morbide (le più pericolose, perché instabili).

Le arterie dei partecipanti sono state analizzate all’inizio e dopo un anno.

Nota importante: Lo studio non includeva un gruppo di controllo, cioè persone con uno stile di vita diverso da confrontare. Questo rende i risultati osservazionali e non permette di stabilire un rapporto di causa-effetto.

Cosa si è scoperto

L’obiettivo principale (detto primary outcome) era valutare il cambiamento della placca morbida dopo un anno. Questo tipo di placca è la più associata a infarti e ictus.

I risultati mostrano che:

  • La maggior parte dei partecipanti ha avuto un aumento della placca morbida.

  • Alcuni hanno mostrato stabilità, pochi hanno avuto una regressione.

Ecco alcuni dettagli:

  • Circa 90-95% dei partecipanti ha mostrato una progressione della placca, anche se in misura diversa.

  • Solo uno ha avuto una regressione, e 3-4 partecipanti non hanno mostrato cambiamenti significativi.

Questo è preoccupante perché, anche se si parla di un solo anno, le malattie croniche come quelle cardiovascolari si sviluppano nel corso di decenni. Immaginare questo andamento nel tempo ci dà un’idea del rischio potenziale.

Ma è colpa della dieta?

È fondamentale ricordarlo: non possiamo dire con certezza che la dieta chetogenica abbia causato direttamente la crescita delle placche. Non c’era un gruppo di controllo, non c’è stata randomizzazione, né interventi controllati. Non è corretto fare affermazioni causali con questo tipo di studio.

Tuttavia, il fatto che quasi tutti i partecipanti abbiano avuto una progressione della placca è un dato che fa riflettere.

Considerazioni finali

Questo studio è utile ma con dei limiti:

  • È durato solo un anno, poco per una malattia cronica.

  • Ha coinvolto solo 100 persone.

  • Manca un gruppo di confronto.

Detto ciò, è interessante notare come in questa popolazione ben selezionata, con alti livelli di colesterolo LDL causati dalla dieta, si osservi una tendenza netta all’aumento della placca nelle coronarie.

👉 In attesa di studi più lunghi e controllati, è prudente essere cauti nel consigliare diete chetogeniche prolungate, soprattutto a chi ha già fattori di rischio cardiaco.


Fonti
“Change in Coronary Plaque in Response to Diet-Induced Hyperlipidemia”, Kevin Hall et al., 2024, Journal of the American College of Cardiology, link su PubMed


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