La cannabis è una delle sostanze psicoattive più utilizzate e discusse al mondo. Con l’aumento della sua legalizzazione per scopi sia terapeutici che ricreativi, è importante comprendere meglio come questa pianta influisce sul cervello e sul corpo umano. In questo articolo, esploreremo gli effetti dei suoi principali componenti, il THC e il CBD, le differenze tra le varietà di cannabis (sativa e indica), e perché le reazioni alla sua assunzione possono variare così tanto da individuo a individuo.
Come la Cannabis Entra nel Sistema
Quando si consuma cannabis, sia fumandola che ingerendola in altre forme (come edibili o tinture), i suoi componenti attivi, principalmente THC (tetraidrocannabinolo) e CBD (cannabidiolo), entrano rapidamente nel flusso sanguigno. Questo accade in pochi secondi quando si fuma o si vaporizza la sostanza, mentre l’assunzione per via orale può richiedere un po’ più di tempo per essere metabolizzata.
Velocità di Assorbimento e Picco di Effetti:
Entro circa 30 secondi dall’inhalazione, il THC e il CBD raggiungono il cervello e iniziano a interagire con i recettori del sistema endocannabinoide, che è distribuito in tutto il corpo. Questa rapida diffusione spiega perché gli effetti psicoattivi della cannabis si avvertono quasi immediatamente dopo averla fumata. Se consumata sotto forma edibile, gli effetti possono richiedere dai 30 ai 60 minuti per manifestarsi, poiché il processo di digestione ritarda l’assorbimento dei composti attivi.
Gli effetti raggiungono il picco tra i 30 e i 60 minuti, ma possono durare da 3 a 4 ore, o anche di più, a seconda di fattori come il metabolismo individuale, la tolleranza e il metodo di assunzione. Questa variabilità rende difficile prevedere con esattezza quanto dureranno gli effetti e con quale intensità si manifesteranno.
Lipofilia della Cannabis: Perché Rimane nel Corpo Così a Lungo?
Uno degli aspetti più distintivi della cannabis è la sua natura lipofila, che significa che ha una forte affinità per i tessuti grassi. Il THC e il CBD si legano facilmente ai lipidi, cioè ai grassi presenti nelle cellule del corpo, specialmente nei neuroni. Questa caratteristica consente a questi composti di attraversare rapidamente le membrane cellulari, che sono costituite da un doppio strato lipidico.
Conservazione nei Tessuti Grassi:
Una volta assorbiti dalle cellule, il THC e il CBD possono rimanere nei tessuti per periodi prolungati. È per questo motivo che, anche settimane o mesi dopo il consumo, le tracce di cannabis possono essere rilevate nel corpo attraverso test antidroga. In alcuni casi, i composti possono essere rilevabili fino a 80 giorni dopo l’assunzione, a seconda della frequenza e della quantità di consumo. Questo ha implicazioni significative per atleti, lavoratori o chiunque sia soggetto a test antidroga.
Differenze tra le Varietà di Cannabis: Sativa e Indica
La cannabis può essere suddivisa in due principali categorie: sativa e indica, ognuna con effetti distinti sul corpo e sulla mente.
1. Sativa: Effetti Stimolanti e Creativi
Le varietà di cannabis sativa sono generalmente associate a un “high” mentale e stimolante. Gli effetti tipici includono:
- Elevazione dell’umore: La sativa tende a stimolare il sistema nervoso centrale, promuovendo un senso di euforia e benessere. Questo è dovuto all’attivazione dei recettori CB1 nella corteccia prefrontale, una regione del cervello coinvolta nella regolazione dell’umore e dei comportamenti cognitivi complessi.
- Aumento della concentrazione e della creatività: Molti consumatori riportano una maggiore capacità di focalizzarsi su attività specifiche e un miglioramento della creatività. Ciò potrebbe essere utile per attività artistiche o di problem solving.
- Effetti sociali e di interazione: La sativa può anche aumentare la loquacità e la socievolezza, rendendola una scelta popolare per l’uso ricreativo in situazioni sociali.
Tuttavia, per alcune persone, queste sostanze portano a stati di ansia o paranoia. Il problema principale è che non esiste un modo per capire chi possa soffrire di questi effetti. Con l’assunzione ripetuta le cose miglioreranno? No. L’effetto ansiogeno si ripeterà ogni volta in quelle persone che sono predisposte.
2. Indica: Effetti Rilassanti e Sedativi
Le varietà di cannabis indica, d’altra parte, sono note per i loro effetti rilassanti e sedativi. Gli effetti tipici includono:
- Rilassamento e riduzione dello stress: L’indica tende a sopprimere l’attività nella corteccia prefrontale e in altre aree del cervello, come l’amigdala, che è coinvolta nella risposta alla paura e allo stress. Questo può portare a una sensazione di tranquillità e calma.
- Promozione del sonno: A causa dei suoi effetti sedativi, la cannabis indica è spesso utilizzata come rimedio per l’insonnia o per favorire un sonno profondo e riposante.
- Riduzione del dolore e rilassamento muscolare: L’indica può aiutare a ridurre la percezione del dolore, rendendola una scelta comune per chi soffre di dolore cronico o di disturbi muscolari. Infatti sono presenti recettori cannabinoidi anche nella spina dorsale.
Effetti indesiderati
Problemi di memoria
A prescindere dal tipo di cannabis utilizzato e dalla percentuale di THC o CBD al suo interno, una persona che consuma cannabis abitualmente può soffrire una possibile perdita di memoria a breve e a lungo termine. Il motivo è l’inibizione dell’attività dell’ippocampo che portare a perdita di memoria a breve e lungo termine.
Sempre per entrambe le qualità, entrambe portano ad una soppressione dell’attività dei gangli basali e del cervelletto. I gangli basali sono coinvolti nella decisione se fare oppure no una cosa, mentre il cervelletto è coinvolto nell’equilibrio, pianificazione e sequenza del movimento.
Questo è il motivo per cui le persone che usano marijuana tendono ad essere meno mobili ed agili.
La dottoressa Gruber, professore associato di psichiatria alla Harvard Medical School, dirige sia il Cognitive and Clinical Neuroimaging Core che il programma Marijuana Investigations for Neuroscientific Discovery (MIND) presso il McLean Hospital. Lei e il suo team stanno utilizzando misure cognitive e cliniche, nonché tecniche di neuroimaging come la risonanza magnetica funzionale, per aiutare a chiarire come la cannabis influisce sul cervello umano.
Hanno scoperto, ad esempio, che gli individui che iniziano a fare un uso intensivo di marijuana ricreativa prima dei 16 anni, quando il cervello è ancora in via di sviluppo, potrebbero avere prestazioni peggiori in compiti cognitivi o comportamentali che coinvolgono la corteccia frontale, come memoria, attenzione e giudizio, rispetto a coloro che non usano cannabis o che hanno iniziato a usarla più tardi nella vita.
Un recente articolo di cui Gruber è coautore ha sottolineato queste scoperte utilizzando i risultati di un test di guida simulato. La neuroimaging ha anche rivelato cambiamenti nella materia bianca, le fibre neurali fondamentali per una comunicazione efficiente tra le regioni del cervello, nei consumatori di cannabis a esordio precoce.
In questo stesso studio si sottolinea che i fumatori cronici di marijuana hanno anche una capacità di guida ridotta permanente, anche quando non sono intossicati.
Altri effetti
Gli effetti di occhi rossi e secchezza in bocca sono dovuti sempre alla presenza di recettori CB1 e 2 nell’occhio e nella bocca.
La fame chimica è dovuta al fatto che ci sono moltissimi recettori cannabinoidi nell’ipotalamo che vengono attivati. Da una parte si ha fame perchè si ha una stimolazione dei meccanismi di focus sul gusto e sulla voglia di mangiare (non pensi più a nient’altro se non al cibo goloso).
I recettori cannabinoidi nello stomaco invece influenzano i livelli di zucchero nel sangue, che spesso aumentano l’appetito.
Effetti Variabili: Perché Alcuni Provano Ansia e Altri Rilassamento?
Uno degli aspetti più interessanti e complessi dell’uso della cannabis è la variabilità degli effetti tra i diversi individui. Le stesse varietà e dosi possono produrre esperienze opposte in persone diverse. Mentre alcuni trovano la cannabis rilassante e utile per ridurre l’ansia, altri possono sperimentare un aumento dell’ansia o addirittura episodi di paranoia.
Fattori che Influenzano la Risposta Individuale:
- Genetica e biochimica individuale: Le differenze nei recettori dei cannabinoidi e nei sistemi neurochimici di ogni persona giocano un ruolo chiave nella risposta alla cannabis.
- Esperienza e tolleranza: Chi utilizza cannabis regolarmente può sviluppare una tolleranza, modificando gli effetti percepiti rispetto a un consumatore occasionale.
- Contesto psicologico e ambientale: L’ambiente in cui viene consumata la cannabis e lo stato emotivo del consumatore possono influenzare notevolmente l’esperienza. Ad esempio, un ambiente rilassante e sicuro potrebbe ridurre la probabilità di ansia, mentre un contesto stressante o incerto potrebbe aumentarla.
Conclusione
Gli effetti della cannabis sul corpo e sulla mente sono complessi e altamente variabili. La comprensione dei meccanismi d’azione del THC e del CBD può aiutare a spiegare alcune di queste differenze, ma non esiste una formula universale per prevedere con esattezza come una persona reagirà alla cannabis. La scelta di usare o meno questa sostanza dovrebbe sempre essere informata da una conoscenza approfondita dei suoi effetti potenziali e dei rischi associati.
Riflessioni Finali
Se stai considerando l’uso della cannabis per scopi terapeutici o ricreativi, è essenziale consultare un professionista della salute per comprendere meglio i potenziali benefici e rischi. La ricerca in questo campo è in costante evoluzione, e ciò che sappiamo oggi potrebbe cambiare con nuove scoperte.
Bibliografia
- Huestis, M. A. (2007). “Human Cannabinoid Pharmacokinetics”. Chemistry & Biodiversity, 4(8), 1770-1804.
PubMed Link - Giroud, C., et al. (2001). “THC, 11-OH-THC and THC-COOH plasma profiles in occasional and chronic users of cannabis smoked ad libitum”. Forensic Science International, 121(1-2), 43-50.
PubMed Link - Russo, E. B. (2011). “Taming THC: potential cannabis synergy and phytocannabinoid-terpenoid entourage effects”. British Journal of Pharmacology, 163(7), 1344-1364.
PubMed Link - Freeman, T. P., & Winstock, A. R. (2015). “Examining the profile of high-potency cannabis and its association with severity of cannabis dependence”. Psychological Medicine, 45(15), 3181-3189.
PubMed Link - Gates, P. J., Albertella, L., & Copeland, J. (2014). “The effects of cannabis on memory and its relevance for human brain health and functioning: a review of the evidence”. Journal of Cannabis Therapeutics, 13(1-2), 123-146.
PubMed Link - Lu, H. C., & Mackie, K. (2016). “An Introduction to the Endogenous Cannabinoid System”. Biological Psychiatry, 79(7), 516-525.
PubMed Link