Ci sono buone notizie se soffri o hai paura di soffrire di placche nelle arterie, che il gergo medico si chiamano Aterosclerosi. Questi 6 studi scientifici di cui ti parlerò dimostrano che esistono 4 fattori che possono non solo rallentare e fermare la progressione delle placche, ma addirittura farla regredire e ridurre.

Quando però parlo di quattro cose che ridurranno le placche nelle arterie intendo che, se vuoi ottenere risultati reali, tre di loro devono accadere simultaneamente e la quarta è un ulteriore bonus che puoi scegliere di utilizzare oppure no.

Recentemente ho analizzato 6 studi per capire quali ricerche sono attualmente disponibili per:

  • sapere se inverte la placca arteriosa è possibile
  • se si, cosa può essere fatto

La formazione delle placche nelle arterie

Ci sono un certo numero meccanismi proposti dalla ricerca per ridurre le placche nelle arterie. Qui sotto abbiamo un’arteria dove si forma un ateroma.

Un ateroma è una placca che causa la restrizione delll’arteria lasciando quindi meno spazio al sangue per scorrere.

I ricercatori di questi studi (1, 2) indicano che in questo ateroma, a seconda della fase di progressione, c’è un marcato accumulo di lipoproteine ​​a bassa densità (LDL). Le LDL sono le particelle che trasportano il colesterolo
nel corpo da depositare nei diversi tessuti.

Oltre alle LDL, ci sono numerose cellule immunitarie nell’ateroma ed alcune di esse sono trasformate in “cellule schiuma” che in un certo senso possiamo rappresentare come una versione gonfia di una cellula immunitaria. Le cellule schiuma tentano di eliminarne il maggior numero di LDL (lipoproteine ​​​​a bassa densità).

Ma una volta che le molecole LDL sono endocitate, ovvero fagocitate all’interno della cellula immunitaria, spesso rilasciano aggregati di colesterolo all’interno della cellula formando cristalli di colesterolo.

Questo porta le cellule schiuma a secerne delle molecole chiamate chemochine che creano infiammazione e richiamano nella zona altri globuli bianchi. In altri termini, altre cellule immunitarie arrivano e anche loro rimangono intrappolate nell’ateroma cercando di eliminare il colesterolo. Se il processo continua per anni o anche per decenni l’ateroma continuerà cresce.

Cosa fare per ridurre le placche?

Le HDL

I ricercatori sottolineano che diverse cose possano essere fatte per migliorare la situazione. Ad esempio, abbiamo detto che le lipoproteine ​​a bassa densità rimangono intrappolate nell’ateroma, ma c’è un’altra particella lipoproteica chiamata HDL o lipoproteine ​​ad alta densità che non rimane intrappolata nell’ateroma ma può interagire con lo stesso eliminando alcuni dei cristalli di colesterolo.

Essenzialmente le HDL raccolgono le molecole di colesterolo e le portano via.

L’infiammazione

Che fare invece per ridurre l’infiammazione creata dalle cellule schiuma?

Ci sono un certo numero di modi per ridurre questa infiammazione locale.
Uno è proprio grazie al ridotto carico di colesterolo che porterà a meno macrofagi e quindi meno chemochine. Inoltre le cellule immunitarie sane eliminano le cellule immunitarie disfunzionali (le cellule schiuma) fagocitandole, ovvero letteralmente consumandole e distruggendole. Questo è reso possibile a causa del cambiamento dei macrofagi da uno stadio pro-infiammatorio ad uno stadio anti-infiammatorio. Questo cambio avviene perchè secernono molecole (citochine) che dissuadono altre cellule immunitarie dall’entrare nella placca mentre lentamente consumano tutto il contenuto dell’ateroma.

Questo cambio porta anche altre cellule immunitarie ad andarsene dalla placca contribuendo alla riduzione della stessa.

Abbassamento delle LDL per ridurre le placche nelle arterie.

Per questo si ritiene che uno dei prerequisiti fondamentali per attivare questo processo sia l’abbassamento dei livelli di LDL nel sangue. Altrimenti il ​​meccanismo di pulizia delle HDL e lo switch dei macrofagi non può superare il peso costante delle LDL che continuano ad accumularsi e a rimane intrappolate più rapidamente di quanto non siano eliminate.

Quindi, meccanicamente parlando, ci sono alcuni meccanismi che indicano che gli ateromi possono essere
invertiti ma il corpo probabilmente ha bisogno di un basso livello di LDL, uno stato infiammatorio ridotto e
un certo livello di coinvolgimento delle HDL.

Riduzione delle placche e pressione sanguigna

Ci sono alcune informazioni aggiuntive che potrebbe aiutarci a capire come farlo.
In uno degli studi i ricercatori hanno puntato il dito sulla pressione sanguigna come un fattore importante (3).


Se guardiamo i dati di questo studio capiamo delle cose importanti.

  • sull’asse orizzontale c’è il cambiamento della pressione sanguigna. Più si va a sinistra più la persona ha abbassato la propria pressione sanguigna.
  • l’asse verticale indica la quantità di regressione delle placche

Come puoi vedere, maggiore è l’abbassamento della pressione sanguigna maggiore sarà la variazione dello spessore della placca.
Ti devo però avvertire che questi dati appena descritti indicano che c’è solo una correlazione. Ciò significa le 2 cose vanno di pari passo: quando si osserva un abbassamento della pressione si osserva anche una riduzione delle placche. Ma questo non prova che il miglioramento della pressione sanguigna starebbe effettivamente causando i miglioramenti nella placca. Per il momento c’è solo una correlazione.

A questo punto potresti pensare: “mi stai quindi dicendo che abbassare la pressione sanguigna non serve?” NO! Abbassare la pressione è essenziale per ridurre il rischio di problemi cardiovascolari e per la salute del tuo cuore ma, per quanto riguarda le placche, non possiamo ancora affermare che ci sia un rapporto causa/effetto ma solo una correlazione.

Ritornando alle tue arterie, ci sono alcuni effetti specifici della pressione sanguigna sull’arteria.
La tua arteria è rivestita da questo singolo strato di cellule chiamate cellule endoteliali. Queste cellule endoteliali servono un numero di funzioni, dalla regolazione della pressione sanguigna alla regolazione dell’infiammazione. Quest’ultimo effetto, l’infiammazione, cambia drasticamente quando il tuo corpo soffre di ipertensione cronica.
Queste cellule endoteliali modificano i loro modelli di espressione genetica dall’essere una cellula regolatrice all’essere più infiammatoria. Ciò significa che sperimenteranno aumenti dello stress ossidativo, secerneranno più chemochine (ricorda che queste sono le molecole che attraggono le cellule immunitarie) ed esprimeranno più proteine ​​leganti le cellule immunitarie conosciute come molecole di adesione leucocitarie.

Quindi le cellule immunitarie possono interagire con l’endotelio e invadere gli strati sottostanti  aumentando così il numero di cellule immunitarie proinfiammatorie all’interno dell’ateroma.

Possiamo quindi affermare che la pressione sanguigna ha effetti diretti sulla progressione dell’aterosclerosi e controllare sempre la pressione è essenziale per evitare la formazione delle placche nelle arterie. Però, ancora non possiamo affermare che abbassare la pressione porterà ad una reversione delle placche.

Riassumendo

Nonostante non si possa individuare un solo unico meccanismo per invertire la formazione delle placche nelle arterie, questi fattori sembrano comunque essere determinanti:

  1.  abbassare le LDL
  2. ridurre la pressione arteriosa soprattutto quella sistolica (numero in alto)
  3. perdita di peso se possibile. Mi rendo conto che non ne abbiamo parlato direttamente, ma perdere peso
    si applica su più fronti perchè riduce l’infiammazione sistemica, la pressione sanguigna, riduce l’apob e
    gli studi sull’inversione della placca che hanno avuto più robustezza condividevano un tratto comune dei partecipanti: tutti stavano perdendo peso.

Ora questi fattori sono tre su quattro e tecnicamente solo a questi tre è stato mostrato associarsi bene con la riduzione dell’aterosclerosi. Potremmo enfatizzare anche l’HDL  ma questo era meno enunciato negli studi che ho analizzato (4).

Il 4 fattore

Il quarto fattore, facoltativo, è l’esercizio. l’esercizio fisico è la ciliegina sulla torta per le arterie, ha importanti effetti abbassanti la pressione arteriosa e modesti effetti sui livelli di lipoproteine ​​​​e sul peso.
Ma gli effetti si estendono oltre le aree che noi abbiamo discusso. L’esercizio in realtà aumenta la pressione per un breve periodo di tempo durante la sessione, il che potrebbe suonare sbagliato considerando ciò di cui abbiamo appena parlato. In realtà si scopre che l’esercizio porta ad un aumento transitorio sulla pressione sanguigna e il movimento più veloce del flusso sanguigno attraverso l’endotelio crea uno stress che porta le cellule endoteliali a liberare molecole anti-nfiammatorie.
In aggiunta l’esercizio stimola la produzione di ossido nitrico che apre l’arteria riducendo così la pressione sanguigna a lungo termine (5, 6).

Quindi, se è così utile perché è facoltativo? è facoltativo perché c’è qualche evidenza di inversione della placca senza esercizio fisico, quindi mentirei se ti dicessi che sia necessario: non lo è. Ma ci sono molte prove che sia
utile su tutta la linea. Per questo, se te la senti, fare esercizio è sicuramente un’aggiunta impareggiabile.
Ma con un avvertimento!
Supponendo che tu ne abbia sviluppato alcuni grado di aterosclerosi, dovresti assolutamente fare un test di sforzo con un medico per assicurarti che le tue arterie siano attualmente in grado di fare esercizio in modo sicuro. Questo aspetto è troppo importante per sottovalutarlo.

Per quanto riguarda i tipi di esercizio c’è poca ricerca sull’argomento, ma ciò che è disponibile si centra principalmente intorno all’esercizio cardiovascolare: camminare, fare jogging, andare in bicicletta o anche versioni più intense come l’allenamento ad alta intensità a intervalli o HIIT.