Alcune persone ci fanno fermare a riflettere perchè sono esempi straordinari di ciò che si può fare. Mike Fremont è un centenario che ha oltrepassato i confini di ciò che si credeva possibile. Conserva record mondiali e un livello di fitness sorprendente.
All’età di 101 anni (nel 2023) corre ancora regolarmente. Conserva una mente acuta, un entusiasmo per lo sport e la volontà di continuare a vivere e godersi la vita.

Mike si è qualificato per la maratona di Boston all’età di 83 anni e ha corso le maratone più veloci del mondo per persone di età compresa tra 88 e 90 anni.

Anche le distanze più brevi facevano parte del piano e ha battuto il record del miglio statunitense per la categoria di età 95-99. I suoi record mondiali nella mezza maratona sono ancora validi all’età di 90 e 91 anni.

Tra i suoi successi annovera anche “l’aver continuato a correre ininterrottamente per 63 anni (anche se più lentamente)!”

Mike iniziò nello sport rappresentando la Yale University nel wrestling dal 1940 al 1943. Dopo la morte della moglie nel 1958 iniziò a correre quotidianamente. Corse la maratona di Boston nel 1972, la prima di 16. Poi si ammalò di tumore…

Arrivare a 100 anni

A volte ci sorprendiamo di vedere immagini quantomeno contrastanti di persone anziane, molto anziane, che però hanno in bocca una sigaretta o bevono alcol. Ma non dicevano che fumare o bere alcol facesse male? Se queste persone lo stanno facendo, evidentemente non è vero.

i 4 cavalieri della morte

La spiegazione, oltre ovviamente alla genetica, potrebbe ricadere su quelli che Peter Attia nel suo libro “Outlive” chiama i “4 cavalieri della morte”:

  • malattie cardiovascolari
  • cancro
  • malattie neurodegenerative
  • diabete

Questi cavalieri, lo sappiamo bene, prima o poi verranno a trovarci. Ma non vengono a trovarci da un giorno all’altro, piuttosto sono sempre più presenti con il passare del tempo. Le statistiche infatti ci insegnano che il rischio di soffrire di tumori e malattie cardiovascolari o degenerative aumenta sempre di più con il passare dell’età.

Se riusciamo a posticipare il più possibile il loro arrivo, come fanno i centenari, allora la nostra probabilità di vivere a lungo aumenta sempre più.

Ci sono 6 strategie per ottenere questo risultato, e Mike Fremont è riuscito a seguirle tutte.

1. Cardio nella zona 2 e 5

Correre e fare degli sprint o esercizi ad alta intensità aumenta l’aspettativa di vita. In termine tecnico correre ad un ritmo costante, ad un livello di intensità media in cui i tuoi battiti cardiaci arrivano al 60-70% del tuo massimale, è considerata ZONA 2.

Corsa, nuoto o bicicletta per 30 minuti 2 volte alla settimana sono ottimali per mantenere e fermare la perdita mitocondriale.

Se, oltre a questi esercizi aerobici, aggiungi anche esercizi ad alta intensità in ZONA 5, allora potrai addirittura creare una neogenesi mitocondriale, ovvero la formazione di nuovi mitocondri. Più mitocondri hai, più hai la capacità di bruciare gli zuccheri e produrre energia.

Lavorare in ZONA 5, con esercizi vigorosi, aumenta la tua VO2 Max. Questo è un parametro che dimostra la capacità del tuo corpo di utilizzare l’ossigeno e produrre energia. Se il tuo corpo mantiene questa capacità, riduci il rischio di malattie cardiovascolare, neurodegenerative e diabete.

Mike ha partecipato per molti anni della sua vita alla corsa dei 100 metri e sport di sprint.

“Il mio percorso è lungo 5 miglia, attraverso un parco panoramico vicino a Cincinnati con fondo misto, molte colline” racconta.

“Il primo miglio è alla mia massima velocità, gli altri quattro sono sotto pressione per correre veloce. All’età di 98 anni ho deciso di correre 5 miglia anziché 10, ma di farlo ad alta velocità.”

2. rinforzo muscolare

La forza muscolare è sempre stato un parametro determinate per quel che riguarda l’aspettativa di vita. é così importante che la “forza di prensione della mano” è il primo parametro che si analizza anche a livello scientifico.

I preti stessi, quando visitavano i malati sul letto di morte, potevano capire se fossero prossimi a spirare proprio stringendo la mano del malato.

Rinforzare i muscoli è quindi fondamentale per la longevità, ed è ancora più importante sviluppare una massa muscolare da giovani perchè è più difficile farlo da anziani.

Mike da anni effettua flessioni e trazioni alla sbarra.

3. stabilità

Se c’è una cosa essenziale per evitare di cadere, finire in ospedale, prendere un infezione e morire, quella è la stabilità, l’equilibrio e la flessibilità.
La forza gioco un ruolo essenziale, come dicevamo prima, ma anche la capacità di coordinare questa forza in movimenti armonici e controllati fa la sua parte per vivere a lungo. Esercizi di equilibrio ed allungamento, controllo posturale, come yoga, pilates o tai-chi sono associati ad un miglior equilibrio, maggior flessibilità e una vita più lunga.

4. restrizione calorica

Mangiare poche calorie è collegato da una vita più longeva, si rallenta il metabolismo e con questo le cellule vivono più a lungo. E qual è la dieta migliore per ottenere questi risultati?
Un digiuno intermittente o periodi prolungati di digiuno sono direttamente collegati all’aumento dell’ FGF21, l’ormone scoperto nei primi anni 2000 e associato alla longevità.
Dallo studio sui gemelli che compara una dieta vegana ad una dieta onnivora è risultato più semplice ingerire meno calorie seguendo una dieta vegana rispetto ad una dieta onnivora.

Vegano

Nel 1991 Mike aveva 69 anni. “Ho contratto un cancro che secondo la Cleveland Clinic mi avrebbe ucciso in 3 mesi se non fossi stato operato. Ho detto di no, mi stavo mettendo a dieta! Il tumore si era metastatizzato nel mio sistema linfatico e avrebbe richiesto sforzi per trattare le metastasi con radiazioni e/o chemioterapia (con risultati incerti in quegli anni). In 2 anni il tumore cominciò a sanguinare, fui operato”.

“Il chirurgo ha cercato metastasi in 35 punti e non ne ha trovate. In altre parole, la mia dieta macrobiotica, diventando una dieta vegana, una dieta a base di alimenti integrali e vegetali, ha ucciso le metastasi! I risultati della dieta sono stati perfetti ed è stato da quella dieta che ho ottenuto tutti i miei record mondiali, così come tanti riconoscimenti negli Stati Uniti.”

Mike crede fermamente negli effetti del suo approccio nutrizionale e gli attribuisce il merito di avergli salvato la vita.

“Mangio molto pane integrale, riso, avena, altri cereali tra cui mais, patate dolci e bianche ma senza grassi. Mangio anche tofu, cipolle, verdure tra cui cavoli e bietole, carote, fagioli in scatola, verdure fresche come asparagi, piselli, lenticchie, fagiolini, cavolo cinese, funghi, latte di canapa e di mandorle, arance, pompelmi, frutti di bosco. quando disponibili, meloni, uva.”

5. Proteine

Nel libro di Peter Attia si fa riferimento all’importanza delle proteine, specialmente nella terza età e per il ruolo cruciale che giocano nel mantenere la massa muscolare. Ci sono infatti diversi esperti che fanno delle congetture:
“visto che per fare muscolo ci vogliono le proteine, consigliamo di mangiare almeno 30 grammi di proteine ad ogni pasto”.

Lo stesso Attia si spinge a consigliare fino a 2g di proteine al giorno per ogni 1kg di peso corporeo. Portando una persona che pesa 70 kg a mangiare fino a 140 g di proteine ogni giorno.

Recenti studi, però, hanno sconfessato questa credenza comune. Aggiungere proteine alla dieta non apporta nessun beneficio nell’aumentare la forza e la massa muscolare in persone anziane.
Se guardiamo alla letteratura scientifica possiamo trovare anche delle revisioni della letteratura a favore della supplementazione di proteina ma, purtroppo, sono tutti studi finanziati dalle aziende alimentari di allevamenti di maiali, vacche e uova, rendendo i risultati ottenuti poco affidabili.

Le indicazioni dell’organizzazione mondiale della sanità sono infatti quelle di mantenersi su un massimo di 50-60 g di proteine al giorno (a seconda del peso corporeo), che sono anche i valori ottimali per stimolare l’ FGF21 (il famoso ormone della longevità).

6. relazioni

L’importanza della salute emotiva è ancora più evidente in questo periodo storico di depressione, meno matrimoni, e più solitudine. Mai come in questo momento di capitalismo sfrenato le persone tendono ad essere in competizione tra di loro invece di collaborare, creando una situazione di solitudine, diffidenza e poca fiducia nel prossimo.

Secondo uno studio, le persone che hanno relazioni soddisfacenti a 50 anni sono più sane quando ne hanno 80, grazie al fatto di aver qualcuno che si prende cura di te e di cui prendersi cura.
Ma non si tratta solo e per forza di relazioni sentimentali o rapporti di coppia, perchè se si ha un intorno sociale profondo, anche le persone con patologie serie (sovrappeso e diabete) vivono più a lungo di chi non le ha.
Famosa la storia del paesino americano di Roseto, fondato da immigrati italiani e ricco di connessioni tra gli abitanti.
In quel paesino l’aspettativa di vita era maggiore rispetto al paesino circostante (a 5 km di distanza), nonostante la dieta e gli stili di vita fossero gli stessi. Il motivo? i rapporti tra gli abitanti!