Molte persone fanno regolarmente le analisi del sangue, hanno un colesterolo nella norma e si sentono in forma. Eppure, in alcuni casi, possono essere già presenti arterie chiuse senza sintomi.

Non perché il cuore “ceda all’improvviso”, ma perché il nostro corpo è straordinariamente bravo a compensare.

Le coronarie riescono ad adattarsi per anni, mantenendo il flusso sanguigno quasi normale anche quando la placca aterosclerotica sta crescendo nella parete del vaso.

Questo spiega perché tante persone scoprono un problema cardiaco solo tardi, nonostante si sentissero perfettamente bene.


Come si formano le arterie chiuse

Le arterie sane sono elastiche e lisce.
Con il tempo, fattori come:

  • pressione alta

  • glicemia elevata

  • fumo

  • sedentarietà

  • infiammazione cronica

possono creare piccole lesioni nella parete interna.

Il corpo prova a ripararle depositando LDL, cellule infiammatorie e calcio.
Così nasce la placca aterosclerotica.

Nelle fasi iniziali accade qualcosa di poco conosciuto ma molto importante: l’arteria può allargarsi verso l’esterno per compensare la placca. Questo fenomeno si chiama rimodellamento positivo.

Risultato: il sangue continua a scorrere e i sintomi non compaiono.


Perché non senti nulla

Finché il cuore riceve abbastanza ossigeno a riposo, non avverti dolore.

I segnali come oppressione toracica o fiato corto compaiono solo quando la richiesta aumenta, per esempio durante uno sforzo intenso.

Ecco perché le arterie chiuse senza sintomi sono così subdole: non danno segnali finché il problema non diventa importante.


Quali esami possono individuare le arterie chiuse prima dei sintomi

Le analisi del sangue indicano il rischio, ma non mostrano lo stato reale delle coronarie.

Per vedere le arterie servono esami di immagine:

Calcium Score (CAC)

Una TAC veloce senza contrasto che misura il calcio nelle coronarie.
Se il punteggio è zero, il rischio a breve termine è molto basso. Se è elevato, indica presenza di aterosclerosi.

TAC coronarica con contrasto

Permette di visualizzare anche le placche “morbide”, quelle iniziali e spesso più instabili.

Questi esami, valutati con il medico, possono aiutare a scoprire le arterie chiuse quando sei ancora asintomatico.


Cosa puoi fare ogni giorno per proteggere il cuore

La prevenzione resta fondamentale:

  • controllare la pressione

  • mantenere la glicemia stabile

  • camminare ogni giorno

  • allenarsi regolarmente

  • migliorare il profilo lipidico

  • ridurre l’infiammazione

Piccole abitudini costanti hanno un impatto enorme nel lungo periodo.

Ti interessa saperne di più? Nell’articolo dedicato alle LDL spiego perché puntare a valori più bassi può ridurre ulteriormente il rischio.


Fonti

Fonti
“Compensatory enlargement of human atherosclerotic coronary arteries”, Glagov S. et al., 1987, New England Journal of Medicine, https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/3574413/

“Coronary artery calcium scoring and cardiovascular risk prediction”, Greenland P. et al., 2018, JACC, https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30025580/

“Coronary CT angiography and plaque characterization”, Motoyama S. et al., 2009, JACC, https://www.jacc.org/doi/10.1016/j.jacc.2009.02.068


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