Il nostro corpo produce un nutriente che può essere potenziato con la dieta: il butirrato. Studi recenti hanno mostrato che concentrazioni elevate di questa sostanza possono mettere sotto stress le cellule tumorali e addirittura portarle alla morte.

Il Warburg Effect: perché i tumori amano lo zucchero

Da oltre un secolo è noto un fenomeno chiamato effetto Warburg: quando una cellula diventa cancerosa, riduce l’uso dei grassi come fonte di energia e comincia a dipendere quasi esclusivamente dal glucosio. È per questo che molti tumori “si nutrono” di zucchero.

I ricercatori possono misurare quanto un tumore dipenda dal glucosio osservando la produzione di glucosio-6-fosfato, la prima molecola generata dal metabolismo degli zuccheri. Più glucosio entra, più la cellula tumorale cresce e si rinforza.

Entra in scena il butirrato

Il butirrato è un acido grasso a corta catena prodotto principalmente dai batteri intestinali a partire dalle fibre alimentari. È diverso dagli altri grassi per la sua struttura e dimensione, e si è dimostrato capace di interferire con il metabolismo delle cellule tumorali.

Tuttavia, c’è un paradosso:

  • a basse concentrazioni può stimolare la crescita di alcune cellule tumorali,

  • ma ad alte concentrazioni riesce a bloccarle e portarle alla morte.

Come agisce sul DNA delle cellule tumorali

Il butirrato non agisce solo sul metabolismo, ma anche sui geni delle cellule tumorali. Normalmente, alcuni geni anti-cancro vengono “bloccati” tramite un meccanismo chiamato acetilazione degli istoni. Il butirrato riapre questi geni silenziati, permettendo alle cellule di riattivare meccanismi di difesa.

Inoltre, stabilizza una proteina fondamentale: p53, conosciuta come il “guardiano del genoma”. Quando p53 è attiva, le cellule tumorali hanno molte più difficoltà a proliferare.

Ma non sempre è così semplice

Gli studi mostrano che:

  • nelle cellule cancerose che dipendono fortemente dal glucosio (effetto Warburg), il butirrato risulta tossico anche a basse dosi;

  • in altre forme tumorali, più rare, può invece stimolare la crescita se presente in quantità troppo basse.

La buona notizia è che, nella realtà del nostro intestino, i livelli di butirrato prodotti da una dieta ricca di fibre tendono ad essere più che sufficienti per superare la soglia “critica” e mettere in difficoltà i tumori.

Alimenti che aumentano il butirrato

Il butirrato non si assume direttamente (se non in forma di integratori poco comuni), ma si produce grazie ai batteri intestinali quando fermentano le fibre. Alcuni alimenti particolarmente efficaci sono:

  • banane verdi e platani,

  • patate cotte e poi raffreddate,

  • cipolle e aglio,

  • legumi,

  • verdure ricche di fibre.

Conclusione

Il butirrato rappresenta un esempio straordinario di come la dieta e il microbiota intestinale possano influenzare la salute e persino il destino delle cellule tumorali.

  • Nelle giuste concentrazioni, uccide i tumori che si nutrono di zucchero.

  • A basse dosi, in alcuni casi, può avere l’effetto opposto.

  • Una dieta ricca di fibre resta comunque una delle strategie più efficaci per produrne quantità adeguate e ridurre il rischio di cancro, soprattutto al colon.

Fonti

Donohoe DR, Collins LB, Wali A, Bigler R, Sun W, Bultman SJ. The Warburg effect determines the mechanism of butyrate-mediated histone acetylation and cell proliferation. MolCell. 2012 Nov 9;48(4):612–626. doi:10.1016/j.molcel.2012.08.033

Funding/Conflicts: Public funding [This work was supported by grants from the National Cancer Institute (CA127445 and CA129286 to Y.C.) and the American Cancer Society (RSG-09-084-01-MGO to Y.C.)] // No direct conflicts of interest [A]

Wang T, Cai G, Qiu Y, et al. Structural segregation of the gut microbiota between colorectal cancer patients and healthy volunteers. ISME J. 2012;6(2):320-329. doi:10.1038/ismej.2011.109