L’Ozempic è un farmaco della classe dei GLP-1, oggi popolarissimo per la perdita di peso. Ma cosa sappiamo davvero dei suoi effetti collaterali e dei benefici reali sulla salute? La comparazione rischi/benefici dell’Ozempic è oggi al centro di un acceso dibattito medico.

Effetti collaterali: pochi, ma su larga scala

Gli stessi produttori dell’Ozempic ammettono un lungo elenco di potenziali effetti avversi: pancreatite, tumore alla tiroide, ostruzione intestinale. Tuttavia, il rischio assoluto per questi effetti gravi si aggira intorno all’1% all’anno o meno. Sembra poco, ma con milioni di persone che assumono il farmaco, anche eventi rari possono diventare rilevanti.

Eppure, anche l’obesità ha effetti collaterali importanti: diabete tipo 2, malattie cardiovascolari, apnea del sonno, tumori (mammella, colon), infertilità, e persino disturbi psichiatrici.

Il confronto con la chirurgia bariatrica

Per valutare la comparazione rischi/benefici dell’Ozempic, è utile confrontarlo con la chirurgia bariatrica. Quest’ultima, pur essendo un intervento invasivo, garantisce una perdita di peso a lungo termine del 25% e un allungamento della vita media di 6 anni. Il rischio di mortalità è inferiore allo 0,5%, ma un paziente su 4 sviluppa complicazioni nei 5 anni successivi, e uno su 50 deve tornare in sala operatoria.

L’Ozempic, invece, ha il vantaggio della reversibilità: se compaiono effetti collaterali, è spesso sufficiente sospendere il farmaco.

Benefici documentati

I pazienti in terapia con Ozempic mostrano miglioramenti nei valori di glicemia, pressione arteriosa e colesterolo, simili a quelli della chirurgia. In soggetti obesi con malattia cardiovascolare preesistente, Ozempic ha ridotto del 20% il rischio di infarto, ictus o morte cardiovascolare, ma il calo assoluto del rischio è solo dell’1,5%. Serve trattare 67 persone per evitare un solo evento cardiovascolare.

È un risultato paragonabile a quello delle statine, e per questo l’FDA ha approvato l’uso dell’Ozempic ad alte dosi anche per la protezione cardiovascolare nei soggetti obesi con storia di malattie cardiache.

Prima analisi rischio-beneficio: i numeri

Nel 2024 è stata pubblicata la prima analisi quantitativa della comparazione rischi/benefici dell’Ozempic. Secondo i ricercatori:

  • Su 1000 pazienti trattati:

    • 375 perdono almeno il 10% del peso corporeo

    • 221 soffrono di nausea

    • 110 vomito

    • 84 disturbi di stomaco

    • 57 perdita di capelli

    • 13 mal di testa

    • 4 pancreatite

Se la perdita di peso supera il 10%, c’è oltre il 90% di probabilità che i benefici superino i rischi. Ma con una perdita solo del 5%, l’equilibrio si inverte.

Problemi aperti: sicurezza a lungo termine

Non conosciamo ancora gli effetti a lungo termine dell’Ozempic, soprattutto se assunto per decenni o in età giovanile. L’uso nei ragazzi dai 12 anni in su, come suggerito dall’Accademia Pediatrica Americana, solleva dubbi sullo sviluppo cerebrale a lungo termine.

E poi c’è la questione delle versioni non approvate: la scarsità del farmaco ha portato molti a rivolgersi a farmacie compounding o “cliniche estetiche” con poca o nessuna regolamentazione, con gravi rischi per la salute.


Conclusione: i benefici superano i rischi?

Per la maggior parte delle persone con obesità e/o malattie cardiovascolari, la comparazione rischi/benefici dell’Ozempic sembra favorevole: meno eventi cardiovascolari, migliori parametri metabolici, e un potenziale aumento dell’aspettativa di vita. Ma questo vale soprattutto con una perdita di peso significativa (≥10%).

Tuttavia, l’efficacia si stabilizza dopo un anno, mentre gli effetti collaterali possono persistere. E senza dati certi a lungo termine, la prudenza resta d’obbligo.


Fonti