Considerata la pratica più importante per mantenere la pelle giovane: l’applicazione quotidiana della protezione solare e l’adozione di altre misure protettive, come indossare un cappello. Tutte le altre cose che puoi fare per la tua pelle sono niente in confronto di un quotidiano utilizzo della crema solare, specialmente per chi ha la pelle chiara.
I danni della luce sulla pelle
Tra le persone con carnagione chiara, fino al 90% dell’invecchiamento del viso è dovuto all’esposizione alla luce solare. Quelli con la pelle più scura sono relativamente protetti grazie alla protezione solare integrata alla melanina, ma ne risentono comunque. I danni del sole nella pelle più scura tendono ad essere meno legati alle rughe e più a problemi di pigmentazione, come il tono della pelle non uniforme, macchie scure e piccole protuberanze scure sul viso. In ogni caso, i dermatologi ormai concordano sul fatto che non c’è niente di più importante per rallentare i segni dell’invecchiamento che proteggere la pelle dal sole. Per farti capire l’importanza, ecco una foto drammatica di un camionista che ha passato decenni a prendere più sole sul lato sinistro del viso attraverso il finestrino del conducente.

Chirurgia VS prevenzione
Fattori come l’esposizione al sole e il fumo possono farci sembrare più vecchi di 11 anni.
Se li confrontiamo con un intervento di chirurgia estetica di:
- lifting del viso e del collo,
- rimozione della pelle in eccesso dalle palpebre superiori e inferiori
- lifting della fronte,
che combinati possono farci sembrare circa otto anni più giovani, risulta evidente che uno stile di vita sano può funzionare ancora meglio.
Come proteggere la pelle
Proteggere la pelle dal sole dovrebbe essere uno sforzo permanente. Ciò può comportare:
- applicazione di protezione solare,
- uso di indumenti protettivi, cappelli e occhiali da sole,
- evitare la luce solare diretta durante le ore di punta dalle 10:00 alle 16:00 e la ricerca di aree ombreggiate e coperte.
Prendere il sole è sconsigliato anche con filtri solari come l’ossido di zinco o il biossido di titanio che offrono una protezione ad ampio spettro contro i raggi UV-A e UV-B. Il motivo è che anche altre lunghezze d’onda, come gli infrarossi contribuiscono all’invecchiamento della pelle, e questi non sono coperti dalle creme solari. Gli uomini e le donne che usano lettini abbronzanti sembrano significativamente più vecchi di quelli che non lo fanno, e le donne bianche che prendono il sole sembrano anni più vecchie di quanto non siano in realtà, in modo simile a quanto osservato quando fumano.
Sole e rischio di cancro
I raggi UV-A sono i principali responsabili dell’invecchiamento cutaneo, mentre gli UV-B sono i raggi che causano le scottature. Ma si consiglia una protezione solare ad ampio spettro che copra entrambi, poiché entrambi i tipi di UV contribuiscono al rischio di cancro. Per prevenire il cancro della pelle, l’American Academy of Dermatology raccomanda una protezione solare con un SPF pari o superiore a 30, ma un SPF anche basso come 15 può aiutare a prevenire l’invecchiamento della pelle. Come lo sappiamo? Perché sono stati fatti dei tests.
Nonostante la convinzione diffusa che l’uso della protezione solare prevenisse l’invecchiamento della pelle, tutto ciò che avevamo erano dati sui topi senza pelo. Questo fino a dieci anni fa. Novecento adulti sono stati randomizzati ad anni di utilizzo quotidiano della protezione solare o a continuare a proprio piacimento secondo abitudini. (Era considerato non etico negare la protezione somministrando alle persone una protezione solare placebo). Alla fine, il 77% nel gruppo con protezione solare giornaliera raccomandata applicava la protezione solare almeno tre o quattro giorni alla settimana, rispetto a solo il 33% nel gruppo con uso discrezionale.
Sarebbe stata questa piccola differenza a fare la differenza?
Sì, nel gruppo trattato con uso quotidiano si è verificato un invecchiamento cutaneo significativamente inferiore. In effetti, non hanno subito alcun aumento rilevabile dell’invecchiamento cutaneo nel corso dello studio durato quattro anni e mezzo. I ricercatori hanno concluso che “l’uso regolare della protezione solare ritarda l’invecchiamento della pelle in uomini e donne sani di mezza età”.
Quanta crema solare bisogna applicare?
Per ottenere la massima efficacia, la protezione solare deve essere applicata correttamente, cosa che apparentemente accade raramente nel mondo reale. In uno studio condotto su quasi 5.000 sciatori e snowboarder, quasi nessuno, solo il 4%, era pienamente conforme alle raccomandazioni sulla protezione solare.
Le raccomandazioni
Innanzitutto, c’è la quantità. Lo standard FDA è di due milligrammi per centimetro quadrato. Che cosa significa? Usa la regola del cucchiaino: un cucchiaino per il viso, uno per la testa e il collo, uno per la parte anteriore del busto, un altro per la schiena, un cucchiaino per ogni braccio e due cucchiaini per ogni gamba. Sono in totale nove cucchiaini da tè. Si tratta del volume totale equivalente a quello di una pallina da golf o di un bicchierino, per aiutarti a visualizzarlo.
Sfortunatamente, l’utente medio può applicare solo un quarto della quantità consigliata. Questo è il motivo per cui sono spesso consigliati filtri solari con SPF elevato, come 50+ SPF. Sebbene la FDA raccomandi un SPF minimo di soli 15 per prevenire il cancro della pelle, in normali condizioni di consumo, anche un SPF di 50 può effettivamente darti solo un SPF di 12,5, perché la maggior parte delle persone non ne applica abbastanza.
Che protezione applicare sulla pelle?
Esperimenti randomizzati in doppio cieco, in cui sei randomizzato per applicare una crema solare su un lato del viso e un’altra crema solare sull’altro lato, mostrano che nell’uso nella vita reale, una crema solare SPF 100+ funziona significativamente meglio della protezione solare SPF 50+. Oltre il 50% dei partecipanti è stato scottato maggiormente dal lato SPF 50+, rispetto a solo il 5% circa dal lato SPF 100+.
Ora, un potenziale svantaggio dei filtri solari con SPF più elevato è che potrebbero fornire un falso senso di sicurezza. Quelli randomizzati a ricevere una protezione solare SPF 30 hanno finito per trascorrere più tempo al sole rispetto a quelli trattati con una protezione solare SPF 10 – in alcuni casi fino a cinque volte di più.
In aggiunta, le persone tendono a ricordarsi di usare la protezione solare in una giornata soleggiata in spiaggia. Ma la protezione solare è necessaria anche nelle giornate nuvolose, poiché i raggi UV non vengono attenuati tanto quanto la luce visibile. Esiste anche un fenomeno noto come “potenziamento delle nuvole” in cui i cieli nuvolosi a volte possono far sì che ancora più raggi UV raggiungano la superficie terrestre rispetto ai cieli sereni.
Falsi miti sulle creme solari
Le etichette delle creme solari spesso suggeriscono di attendere almeno 15 minuti dopo l’applicazione prima di uscire all’aperto, ma si è scoperto che la crema solare inizia a funzionare immediatamente, con il pieno effetto evidente entro dieci minuti. Tuttavia, se è richiesta resistenza all’acqua, può essere prudente attendere tutti i 15-30 minuti dopo l’applicazione prima di fare un tuffo. I termini “impermeabile” o “resistente al sudore” sembrano essere un marketing privo di significato, poiché non è stata notata alcuna differenza nella ritenzione tra i prodotti “impermeabili” e quelli semplicemente etichettati “resistenti all’acqua”. Entrambi però erano migliori dei prodotti non resistenti all’acqua, che perdevano quasi tutti i loro effetti protettivi entro 20 minuti dall’immersione in acqua.
Il suggerimento di riapplicare la protezione solare ogni due o tre ore si applica solo in condizioni in cui viene risciacquata con acqua o sudore, o rimossa dall’attrito degli indumenti o della sabbia. Anche dopo aver lasciato asciugare la crema solare per 20 minuti, tra il 15 e il 60% del suo effetto protettivo può essere perso dopo il contatto con la sabbia. Altrimenti, se viene applicata la quantità consigliata e lo strato di protezione solare non viene alterato, l’SPF può essere mantenuto fino a otto ore.
Protezione solare e Vitamina D
E la vitamina D? In passato diversi autori hanno sottolineato come il problema principale delle persone sia la carenza di Vitamina D. Visto che la carenza di vitamina d è associata ad un aumento della probabilità di sviluppare numerosi tumori, messa sul piatto della bilancia sembrerebbe più utile prendere il sole ed avere questa vitamina anche se si aumenta il rischio di tumore alla pelle, piuttosto che proteggersi ed evitarlo ma non produrre vitamina D e svilupparne molti altri.
Però, la preoccupazione teorica che la protezione solare influisca sullo stato della vitamina D non sembra manifestarsi nel mondo reale, probabilmente perché la dose UV necessaria per la produzione di vitamina D è così bassa che ne basta veramente poco.
A conferma di ciò una revisione della letteratura del 2019 di un gruppo di ricercatori francesi che conclude:
“l’uso della protezione solare per la fotoprotezione quotidiana e ricreativa non compromette la sintesi della vitamina D, anche se applicata in condizioni ottimali.”
Bibliografia
- Neill US. Skin care in the aging female: myths and truths. J Clin Invest. 2012;122(2):473-477.
- Sanches Silveira JEP, Myaki Pedroso DM. UV light and skin aging. Rev Environ Health. 2014;29(3):243-254.
- Singh G. Can we prevent skin aging? Indian J Dermatol Venereol Leprol. 2009;75(5):447-451.
- Tsai J, Chien AL. Photoprotection for skin of color. Am J Clin Dermatol. 2022;23(2):195-205.
- Ahmed IA, Mikail MA, Zamakshshari N, Abdullah ASH. Natural anti-aging skincare: role and potential. Biogerontology. 2020;21(3):293-310.
- Gordon JRS, Brieva JC. Images in clinical medicine. Unilateral dermatoheliosis. N Engl J Med. 2012;366(16):e25.
- Gunn DA, Dick JL, van Heemst D, et al. Lifestyle and youthful looks. Br J Dermatol. 2015;172(5):1338-1345.
- Chauhan N, Warner JP, Adamson PA. Perceived age change after aesthetic facial surgical procedures quantifying outcomes of aging face surgery. Arch Facial Plast Surg. 2012;14(4):258-262.
- Malik A, Hoenig LJ. Can aging be slowed down? Clin Dermatol. 2019;37(4):306-311.
- Elsner P, Fluhr JW, Gehring W, et al. Anti-aging data and support claims–consensus statement. J Dtsch Dermatol Ges. 2011;9 Suppl 3:S1-32.
- Gunn DA, Dick JL, van Heemst D, et al. Lifestyle and youthful looks. Br J Dermatol. 2015;172(5):1338-1345.
- Draelos ZD. Active agents in common skin care products. Plast Reconstr Surg. 2010;125(2):719-724.
- Sunder S. Relevant topical skin care products for prevention and treatment of aging skin. Facial Plast Surg Clin North Am. 2019;27(3):413-418.
- Bergstrom KG. News, views, and reviews. Carrots before sticks: appealing to vanity promotes sun protection. J Drugs Dermatol. 2013;12(8):952-953.
- Hughes MCB, Williams GM, Baker P, Green AC. Sunscreen and prevention of skin aging: a randomized trial. Ann Intern Med. 2013;158(11):781-790.
- Passeron T, Bouillon R, Callender V, et al. Sunscreen photoprotection and vitamin D status. Br J Dermatol. 2019;181(5):916-931.
- Buller DB, Andersen PA, Walkosz BJ, et al. Compliance with sunscreen advice in a survey of adults engaged in outdoor winter recreation at high-elevation ski areas. J Am Acad Dermatol. 2012;66(1):63-70.
- Isedeh P, Osterwalder U, Lim HW. Teaspoon rule revisited: proper amount of sunscreen application. Photodermatol Photoimmunol Photomed. 2013;29(1):55-56.
- Krutmann J, Berking C, Berneburg M, Diepgen TL, Dirschka T, Szeimies M. New strategies in the prevention of actinic keratosis: a critical review. Skin Pharmacol Physiol. 2015;28(6):281-289.
- Williams JD, Maitra P, Atillasoy E, Wu MM, Farberg AS, Rigel DS. SPF 100+ sunscreen is more protective against sunburn than SPF 50+ in actual use: Results of a randomized, double-blind, split-face, natural sunlight exposure clinical trial. J Am Acad Dermatol. 2018;78(5):902-910.e2.
- Autier P, Doré JF, Négrier S, et al. Sunscreen use and duration of sun exposure: a double-blind, randomized trial. J Natl Cancer Inst. 1999;91(15):1304-1309.
- Calbó J, Pagès D, González JA. Empirical studies of cloud effects on uv radiation: a review: cloud effects on uv radiation. Rev Geophys. 2005;43(2).
- Guidance for Industry Labeling and Effectiveness Testing: Sunscreen Drug Products for OverThe-Counter Human Use — Small Entity Compliance Guide. HHS, FDA, CDER. Dec 2012.
- de Gálvez MV, Aguilera J, Buendía EA, Sánchez-Roldán C, Herrera-Ceballos E. Time required for a standard sunscreen to become effective following application: a UV photography study. J Eur Acad Dermatol Venereol. 2018;32(4):e123-e124.
- Stokes RP, Diffey BL. The water resistance of sunscreen and day-care products. Br J Dermatol. 1999;140(2):259-263.
- Stokes RP, Diffey BL. A novel ex vivo technique to assess the sand/rub resistance of sunscreen products. Int J Cosmet Sci. 2000;22(5):329-334.
- Sander M, Sander M, Burbidge T, Beecker J. The efficacy and safety of sunscreen use for the prevention of skin cancer. CMAJ. 2020;192(50):E1802-E1808.