Era il lontano 1993, in una stanza buia e nascosta del dipartimento di Biochimica e Biofisica dell’università della California a San Francisco, un’allora giovanissima Cynthia Kenyon stava lavorando su dei nematodi. I nematodi sono definiti in inglese roundworm, proprio perchè assomigliano a piccoli vermicelli.

Da anni Cynthia ed il suo team cercavano di analizzare e scoprire il genoma di questi piccoli microorganismi, nella speranza di capirne il funzionamento. Erano anni di eterna frustrazione: interminabili ore in laboratorio, stipendio da sopravvivenza e risultati zero.

Poi un giorno una cosa incredibile avvenne, una cosa che negli anni successivi venne definita come: “la scoperta dell’elisir di lunga vita”.

Alcuni dei nematodi geneticamente modificati, invece di morire al 30-31 giorno, proprio come tutti gli altri, sembravano non essere invecchiati (1).

“I mutanti sono stati la cosa più stupefacente che io abbia mai visto” ricorda Cynthia. “Erano attivi ed in salute e vissero più del doppio degli altri” (2).

Nella storia della medicina, quello è stato ed è tutt’oggi il più grande allungamento della vita mai riportato.

Questi vermi Matusalemme sono stati considerati come delle vere e proprie meraviglie della medicina, “equiparabili ad un umano di 200 anni” (3). E tutto grazie ad una sola e singola mutazione genetica.

IGF-1 ed il gene della morte

Se disattivi un gene specifico nei nematodi, gli stessi vivono più del doppio. Esiste qualcosa di simile nell’umano?

Si, l’IGF-1 (insulin-like growth factor) è l’equivalente umano del gene della morte nei vermi. L’IGF-1 è un potente ormone della crescita simile all’insulina.
Una mutazione dello stesso recettore negli umani può spiegare perchè alcuni vivono fino a 100 anni mentre altri no (4).

é stata una scoperta esilarante. Il primo percorso per la longevità scoperto dalla scienza. Abbiamo scoperto che l’invecchiamento è controllato da segnali ormonali (5).

Da allora, se si interferisce con il messaggio dell’IGF-1 si riesce ad allungare la vita di varie specie viventi (6).

“Alcuni di questi mutanti sono sorprendenti: sembrano avere l’aspetto e l’energia di un 40enne quando hanno 80 anni”. Dice Kenyon.

La modifica del segnale IGF-1 sembra spostare le priorità del corpo da crescere a mantenersi e ripararsi, così da allungare la vita. Negli anni il declino di questo ormone sembra il tentativo della natura di mantenerci sani anche quando invecchiamo.

Il segreto dei centenari

La conferma di questa connessione è avvenuta qualche anno dopo, anche sull’uomo. I centenari, infatti, hanno dei livelli più bassi di IGF-1 nel sangue.
Ma questo è grazie al fatto che hanno vissuto così tanto o è proprio questo ormone ad allungare la vita? sembra che sia la seconda la risposta giusta, visto che anche nel sangue dei figli e dei nipoti dei centenari ci sono livelli bassi (6).

La longevità è ereditaria, 1 solo gene che abbassa i livelli di IGF-1 può portarti a vivere 10 anni in più rispetto alla media (7).

Se sei fortunato puoi vivere almeno 90 anni senza meriti o sforzi, ma se non sei tra i fortunati puoi comunque diminuire (o aumentare) l’azione dell’IGF-1 con la dieta che segui.

Sostenitore del cancro

L’IGF-1 è l’ormone della crescita. Necessario ai bambini durante l’infanzia e particolarmente presente durante la pubertà, è proprio quell’ormone che segnala alle cellule di duplicarsi.

Non è un caso infatti che le persone alte abbiano maggiori livelli di questo ormone rispetto ai bassi, ma è anche vero che questi ultimi vivono più a lungo (8).

L’IGF-1 aumenta durante la pubertà, ma poi lentamente la sua presenza decresce progressivamente. Come capirai, se ciò non avviene, la persona aumenta il rischio di sviluppare cancro al seno (9), colon-rettale (10) e prostatico (11).

Nello studio Harvard Nurses’ Health study  le donne sotto i 50 anni con livelli alti di questo ormone avevano 5 volte tanto il rischio di sviluppare tumore al seno rispetto alle donne che lo avevano basso (12).

Chi ha bassi livelli ha un rischio minore di sviluppare un tumore e, in caso di averlo, hanno una sopravvivenza più lunga (13).

Metastasi

Essendo un fattore di crescita, l’IGF-1 non solo facilita lo sviluppo di tumori ma, soprattutto, la formazione di metastasi. Questo è l’ormone che permette ad un tumore al seno di infiltrarsi nelle ossa, nel fegato, polmoni, cervello e linfonodi (14).

La sindrome di Laron

La sindrome di Laron colpisce un gruppo di Ebrei Israeliani alcuni dei quali anche immigrati in Equador (15). Chi ne è affetto non ha abbastanza recettori per l’IGF-1 e quindi non riesce a crescere molto (è infatti conosciuta anche come malattia del nanismo di Laron) ma è anche praticamente immune allo sviluppo di tumori (16).

La dieta per ridurre l’IGF1

Se non sei nato con i geni giusti, se non soffri di una sindrome specifica, come puoi fare attivamente per abbassare i tuoi livelli di questo ormone?

Il digiuno completo può aiutare. Fare un digiuno ad acqua per 5 giorni può ridurre i livelli di IFG-1 della metà (17).
Questa e comunque una pratica non semplice e potenzialmente pericolosa se fatta senza supervisione medica.

L’alternativa? eliminare le proteine di origine animale (18).

Nei roditori, una restrizione calorica riduce i livelli di IGF1, ma nell’uomo questa strategia non è sufficiente se non quando è accompagnata anche da una restrizione delle proteine (19).

A livelli molto alti, qualsiasi tipo di proteina alza i livelli di IGF-1 (20), ma quando i livelli sono nella norma le proteine animali sembrano essere la causa.

Uomini e donne che seguono una dieta vegana hanno livelli più bassi di questo ormone (21). E bastano solo 2 settimane di cambiamento nella dieta per vedere delle differenze (22).

Quali alimenti alzano più velocemente l’IGF-1?

Quando si parla di proteine di origine animale, senza dubbio il latte è il primo alimento ad alzare questo ormone. Fatto proprio per trasformare un vitellino in un toro, basta meno di 1 settimana bevendo latte per alzare i livelli (23).

Il latte è infatti l’alimento principale di tutti i bodybuilder quando vogliono crescere di peso e massa muscolare.

Curiosamente, però, sembra che il problema principale del latte sia il grasso presente nello stesso piuttosto che le proteine. Infatti non si hanno gli stessi cambiamenti nel latte scremato (24).

Come mai le proteine animali?

La differenza tra proteine animali e vegetali sembra essere dovuta al differente profilo aminoacidico all’interno delle stesse (25).

L’IGF-1 è prodotto a livello locale in diversi tessuti, ma è nel fegato che circa il 75% di questo ormone è prodotto.
Quando iniziamo a mangiare troppe proteine il fegato inizia a pompare nella circolazione l’IGF-1 per avvisare le cellule che è il momento di crescere ed utilizzare le proteine in eccesso.

Il problema è che anche un tumore può ricevere questo messaggio e, quando siamo adulti, la duplicazione cellulare è qualcosa che vogliamo rallentare, non accelerare. Per questo è necessario mantenere un introito di proteine controllato, senza esagerare. Come mai, però, le proteine vegetali sono diverse da quelle animali? (26)

Il motivo principale è che le proteine di origine animale hanno un profilo migliore di quello delle vegetali, perchè sono molto simili alle stesse proteine presenti nel nostro organismo. Mentre quando mangi dei legumi il tuo fegato deve prima scomporre le proteine in aminoacidi per poi ricostruire proteine “umane”, quando mangi carne o latticini ingerisci delle proteine molto simili alle nostre e quindi pronte subito all’uso.

Benefici delle proteine vegetali

Nello studio di Harvard fatto su più di 86000 persone, anche nelle diete basse in carboidrati, le persone che mangiavano più proteine animali avevano un rischio di morte prematura del 23% maggiore di chi mangiava proteine di origine vegetale, ed un rischio di sviluppare tumore maggiore del 28% (27).

Quando il dream team dei ricercatori sulla longevità, compresi Walter Longo e Luigi Fontana, hanno seguito per circa 18 anni un gruppo di americani con età superiore ai 50, hanno scoperto che quelli di età inferiore a 65 anni con alti livelli di consumo di proteine hanno avuto un aumento del 75% di morire per qualsiasi causa e il quadruplo rischio di morire di cancro (28).

L’università che ha sponsorizzato lo studio ha pubblicato una pagina con un titolo chiaro: “Carne e formaggio possono ucciderti come una sigaretta” (29). Proprio perchè un uomo di mezza età quando mangia carne ha un rischio di sviluppare cancro equiparabile a quello di fumare.

Le raccomandazioni sono infatti di mangiare 0,8g di proteine per ogni 1kg di sano peso corporeo. Quindi un uomo di 70 kg dovrebbe mangiare massimo 50g di proteine al giorno.

Eliminare il tumore

Uno dei modi in cui il nostro corpo cerca di proteggersi dal cancro è quella di rilasciare nel circolo sanguigno una proteina che si lega all’IGF-1. é una specie di freno di emergenza che il tuo fegato utilizza nel caso tu abbia esagerato con la carne la sera prima.

Servono solo 11 giorni di cambio di dieta per ridurre del 20% i livelli di IGF-1 nel sangue ed aumentare del 50% i livelli di proteina che si lega a questo ormone (30).

Quando i ricercatori hanno preso il sangue di questi individui e l’hanno sgocciolato sopra delle cellule tumorali, il nuovo sangue ha soppresso del 30% la crescita del cancro rispetto al sangue ricco di IGF1 (31).

Non solo longevità

Successivi studi hanno trovato una correlazione tra alti livelli di IGF1 e:

  • malattie cardiache (32)
  • osteoartrite (33)
  • diabete (34)

Questo può spiegare come mai la carne è associata ad un aumento del diabete di tipo 2 del 62%.