Il nuovo studio sulla microplastica è terrificante, non solo gli autori hanno trovato microplastiche incorporate nelle pareti dei vasi sanguigni delle persone, ma le persone che avevano quelle microplastiche nel loro sangue erano 4,53 volte più soggette ad avere un infarto o morire in un periodo di 3 anni.

Lo studio sulle microplastiche

Esaminiamo questo studio pubblicato sul New England Journal of Medicine da un gruppo di ricercatori italiani, i dottori. Marfella, Prattichizzo, Iovino, e Paolisso dell’università di Napoli e poi soprattutto capiamo quello che possiamo fare per ridurre l’esposizione e proteggere i nostri vasi sanguigni.

La produzione di plastica è in costante aumento e questa traiettoria è in crescita almeno fino al 2050. Una volta rilasciate in natura le materie plastiche sono suscettibili al degrado che porta alla formazione di:

  • microplastiche: particelle inferiori a 5 mm
  • nanoplastiche:  particelle più piccole di 1.000 nanom

entrambe le particelle attivano gli effetti infiammatori e molteplici studi lo hanno già dimostrato: queste microplastiche entrano e si depositano nel nostro corpo. Si trovano in vari tessuti come:

  • placenta,
  • polmoni,
  • fegato,
  • latte materno,
  • urina e sangue.

Studi preclinici hanno collegato l’esposizione alle microplastiche con malattie cardiache quindi gli autori di questo nuovo studio volevano capire se all’interno delle placche aterosclerotiche si trovassero le microplastiche.

Placche aterosclerotiche

Le placche si formano nei nostri vasi sanguigni e portando a coaguli e attacchi di cuore.
Gli autori hanno quindi voluto capire se queste microplastiche contribuiscono alle placche dei vasi sanguigni ed alle malattie cardiache in quanto aumentano la possibilità di avere un infarto.

Lo studio è stato condotto in Italia e si sono seguiti pazienti che avevano blocchi in uno dei vasi sanguigni principali nel collo.
Questi pazienti dovevano sottoporsi a procedura per rimuovere tali blocchi.

Gli autori hanno esaminato i campioni su piastra ed hanno trovato la presenza di microplastiche.
Una varietà di misure diverse sono state prese:

  • isotopo stabile della spettrometria di massa
  • analisi del sangue
  • microscopia elettronica

Queste erano misurazioni estremamente accurate e di 257 partecipanti che hanno completato lo studio 150, quindi la maggior parte questi pazienti, avevano microplastiche incastonate nelle placche del loro sangue.

Questo è terrificante, ecco cosa potevano vedere gli autori guardando all’interno della microscopio.

Le cellule analizzate sono i globuli bianchi in cui si trovano queste sostanze con bordi frastagliati che rappresentano le microplastiche.

Come si forma una placca

Facciamo un passo indietro e guardiamo come le placche si sviluppano nei nostri vasi sanguigni.
Quando il colesterolo è intrappolato nelle pareti dei vasi si innesca un processo infiammatorio di risposta, con il richiamo nella zona dei macrofagi. Più macrofagi ci sono e più la placca si ingrandisce, maggiore diventa l’infiammazione e maggior deposito di piastrine ne sussegue.

é proprio all’interno dei macrofagi che gli autori hanno potuto vedere i depositi microplastici.

Gli autori hanno quindi esaminato se queste microplastiche stavano peggiorando la risposta del sistema immunitario ed hanno potuto vedere che i pazienti avevano livelli più alti di CD3 e CD68 (macrofagi e linfociti T). Avevano anche molto meno collagene nei vasi sanguigni, suggerendo una rottura dell’integrità dei vasi stessi.

In altri termini:

  1. le microplastiche entrano nel nostro corpo e si depositano negli organi e nei vasi sanguigni.
  2. i macrofagi le attaccano, per cercare di eliminarle, creando una reazione di infiammazione
  3. l’infiammazione accelera il processo di aterosclerosi e riduce lo spessore dei vasi sanguigni (meno collagene)

Che effetto hanno le microplastiche sul rischio di avere un attacco di cuore, un ictus o la morte?

Le persone nei cui vasi sanguigni c’erano le microplastiche avevano un rischio 4,53 volte maggiore di avere un attacco di cuore, ictus o morte nell’arco dei 3 anni successivi.

Due tipi principali di microplastiche rinvenute nelle placche dei vasi sanguigni erano il polietilene ed il cloruro di polivinile. In queste forme sono utilizzate in un’ampia gamma di applicazioni tra cui:

  • produzione di contenitori per alimenti e cosmetici
  • tubi dell’acqua

Ma le microplastiche sono state anche rinvenute nell’acqua potabile e una vasta gamma di alimenti, prodotti cosmetici e nell’aria.

Possono essere trasportate su lunghe distanze dal vento e, sfortunatamente per noi, vista l’ampia
distribuzione e disponibilità delle particelle microplastiche, cercare di sbarazzarsi di tutte le potenziali fonti per gli esseri umani è quasi impossibile.

Microplastiche: cosa fare

Ci sono strategie che possiamo utilizzare per ridurre la nostra esposizione, ma di questo parleremo dopo, ma tutto ciò fa sorgere un’altra domanda: perché le microplastiche non sono state trovate in tutti i pazienti?

“Lo studio non è stato appositamente progettato per esplorare le possibili fonti di queste microplastiche ma, sulla base delle ubicazioni del domicilio dei pazienti non si sono rivelati evidenti differenze.”

Allo stesso modo non possono stabilire perché sono stati individuati solo polietilene e cloruro di polivinile tra gli 11 tipi di plastiche valutate.

Sono molte le domande senza risposta che necessitano ulteriori ricerche.

Associazione ma non causalità

Gli autori ci tengono a sottolineare che questi risultati non provano la causalità. Sì, c’è un’ associazione tra la presenza di queste microplastiche all’interno della placca e l’incidenza delle malattie cardiovascolari o la morte, ma dobbiamo assicurarci che non ci siano altri fattori confondenti variabili. Quindi sì, la correlazione non è uguale a causalità e maggiori ricerche sono necessarie, ma questo studio è incredibilmente avvincente ed io personalmente farò tutto quello che posso per ridurre la mia esposizione alla microplastica.

Ecco un elenco delle strategie che adotterò per ridurre la mia esposizione:

  1. evitare alimenti confezionati. La prima strategia è quella di evitare alimenti elaborati e confezionati. Il ​​confezionamento di quei tipi di alimenti sono tipicamente di plastica,
  2.  conservazione dei cibi. Quando è necessario conservare il cibo, assicurarsi di utilizzare contenitori non di plastica come vetroceramica o acciaio inossidabile.
  3. La stessa idea con il microonde. Se ho bisogno di cuocere gli alimenti nel microonde, mi assicuro di non usare un contenitore di plastica.
  4. ho sostituito le pentole antiaderenti con pentole in materiali atossici come la ghisa o in acciaio inox e ceramica
  5. evitare i frutti di mare ed il pesce in generale specialmente quello di grandi taglie.
  6. non bere acqua da un contenitore di plastica e l’acqua che bevo dal rubinetto meglio che sia filtrata
  7. dove possibile optare per l’abbigliamento realizzato con fibre naturali come il cotone, la lana ed il lino invece che fibre sintetiche come poliestere e nylon che possono liberare microplastiche quando lavati.
  8. L’ultima strategia è selezionare i prodotti per la cura personale con attenzione, ad esempio molti prodotti esfolianti contengono microsfere che contengono polietilene, quindi provare e assicurati di optare per alternative naturali.