Il primo degli 11 sentieri che portano alla longevità passa attraverso la salute dei mitocondri. Già Aristotele nel suo libro “Sulla gioventù e l’invecchiamento” indicava la morte come un processo di perdita di calore interno.

In effetti i mitocondri sono proprio le nostre fornaci, presenti in ogni cellula e necessari per produrre energia.

Secondo gli esperti in tutto il mondo la perdita di funzionalità dei mitocondri è uno dei principi che portano all’invecchiamento (1).

Ma la disfunzione dei mitocondri non è solo una conseguenza dell’invecchiamento, ma anche la sua possibile causa (2).

Mitocondri e invecchiamento

Nei primi anni 90′ del secolo scorso un gruppo di ricercatori fece un esperimento di laboratorio (3).
Inserirono dei mitocondri di ratto giovane all’interno di cellule umane, nella speranza di rallentare l’invecchiamento delle stesse. Non successe niente. Dentro ogni singola cellula ci sono centinaia di mitocondri e aggiungerne qualche decina non sembra cambiare le cose.

Ma un’altra cosa sorprendente avvenne…

Quando i ricercatori inserirono nella cellula umana dei mitocondri di ratto anziano, la cellula iniziò un processo di degenerazione dopo pochi giorni (4)

Dimostrando in modo chiaro che i mitocondri invecchiati non solo producono meno energia, ma svolgono un ruolo attivo nella degenerazione cellulare

Un processo che si può modificare

Se quindi vuoi rallentare il processo di invecchiamento, una delle strategie efficaci è quella di lavorare sui mitocondri. Puoi migliorare la funzione dei mitocondri esistenti e puoi promuovere la costruzione di nuovi, eliminando quelli vecchi.

Il nostro organismo ha un sistema interno che stimola la formazione di nuovi mitocondri. Questo sentiero utilizza uno speciale enzima chiamato AMPK.
L’AMP è una molecola che ci segnala quando siamo a corto di energie. L’energia nel nostro corpo si presenta sotto forma di ATP. Quando l’ATP viene utilizzato perde 2 particelle di fosfato e diventa AMP.
Più l’AMP aumenta e più sappiamo di aver consumato tutte le energie. Ed è proprio in questa situazione che l’enzima AMPK interviene per permetterci di recuperare le energie perse. Ciò è ottenuto:

  • mobilizzando i depositi di grasso
  • facendoci sentire fame
  • stimolando l’autofagia

I farmaci per rallentare l’invecchiamento

Proprio grazie a questi meccanismi che alcuni farmaci sono utili nell’aiutare le persone a perdere peso.
La metformina infatti stimola l’attività dell’AMPK ed aumenta l’aspettativa di vita nei diabetici di tipo 2.

Il suo meccanismo di azione è simile, però, “all’avvelenamento” dei mitocondri, che finiscono per funzionare male, produrre poca ATP e quindi facilita l’aumento di AMP.
Per questo dagli studi la metformina allunga la vita solo agli individui ad alto rischio e non apporta nessun beneficio alle persone sane (5).

Come aumentare la funzione dei mitocondri

Le strategie più efficaci per migliorare la funzione dei mitocondri e stimolare la mitocondrio-neo-genesi (creazione di nuovi mitocondri) sono 2 le strategie migliori: l’esercizio fisico e la dieta.

Esercizio in zona 2

Ci sono tanti modi per fare esercizio, ma ci sono alcuni esercizi migliori di altri. Per ottenere benefici sulla salute mitocondriale e quindi di longevità bisogna allenarsi dentro la zona 2 e la zona 5.

La zona 2 è un tipo di allenamento costante, che dovrebbe durare tra i 30 e i 60 minuti, in cui fai una certa fatica ma rimane tollerabile. Zona 2 potrebbe essere il jogging, la ciclette o il nuoto.
I ricercatori, però, preferiscono chiamarla zona 2 proprio perchè è soggettiva e cambia da individuo a individuo.
Se infatti un giovane atleta può trovare tollerabile correre 1 ora per i boschi (rimanendo nella sua zona 2) per un anziano già solo camminare può portarlo nella zona 2.
Ognuno quindi ha esercizi diversi da fare ma con lo stesso obbiettivo.

Attraverso l’allenamento in zona 2 miglioriamo la capacità dei nostri mitocondri a bruciare sia il glucosio che i grassi

Esercizi in zona 5

La zona 5 invece indica degli esercizi della durata di 2-4 minuti massimi ma molto vigorosi ed intensi.
Attraverso questi esercizi si aumenta la capacità del corpo di usare l’ossigeno (VO2 Max) e l’attività dell’AMPK.
Sono infatti esercizi che stimolano la formazione di nuovi mitocondri, a prescindere dall’età della persona che li fa.

La dieta per l’AMPK

Ci sono alcuni cibi capaci di stimolare l’effetto positivo dell’AMPK nel bruciare il grasso e promuovere l’autofagia, senza però aumentare la fame.

1. crespini

I crespini sono un tipo di frutto rosso ricco di barberina, una sostanza simile alla nicotina che promuove l’attività dell’AMPK

2. Cumino nero

Numerose sono le leggende passate sui benefici del cumino nero, oggi supportate anche da tantissimi studi. 1-2 grammi di cumino nero al giorno (1/4 di cucchiaino da te) aumenta l’attività AMPK, riduce il colesterolo, i trigliceridi, la pressione e migliora il controllo dello zucchero nel sangue.

3. Ibisco e te al limone di verbena

Il te di ibisco, conosciuto anche con il nome di karkadè è la bevanda più antiossidante al mondo e stimola l’AMPK

4. aceto

L’aceto ha dimostrato essere molto efficace nell’evitare i picchi di glicemia post prandiale e di stimolare l’AMPK. Anche nei diabetici gravi, usare metformina più aceto a benefici maggiori della sola metformina (6).

In uno studio in provetta, l’aceto allunga la vita del C. elegans, ma non è ancora stato testato direttamente sulle persone (7).