Negli ultimi anni, i dolcificanti artificiali sono diventati una presenza costante nelle diete di chi vuole ridurre lo zucchero. Li troviamo in bibite “zero”, yogurt light, gomme da masticare e persino in prodotti “naturali” etichettati come “senza zuccheri aggiunti”.

Ma una nuova ricerca pubblicata su Neurology nel 2025 lancia un campanello d’allarme: il consumo regolare di dolcificanti artificiali potrebbe essere collegato a un maggiore rischio di declino cognitivo nel tempo.

Vediamo cosa dice lo studio e come si inserisce nel quadro scientifico più ampio.


Il grande studio del 2025: dolcificanti e cervello

Lo studio, guidato da Gonçalves e colleghi dell’Università di San Paolo, ha seguito 12.772 adulti brasiliani per 8 anni, analizzando il loro consumo di dolcificanti “low- and no-calorie” (LNCS) e le variazioni nelle prestazioni cognitive.

I partecipanti sono stati divisi in gruppi in base all’assunzione di dolcificanti come aspartame, sucralosio, acesulfame K, sorbitolo e xilitolo. Tutti hanno effettuato test ripetuti su memoria, linguaggio e cognizione globale.

I risultati principali

  • Chi consumava più dolcificanti artificiali mostrava un declino cognitivo più rapido rispetto a chi ne consumava meno.

  • Il rischio di peggioramento della memoria era fino al 62% più alto nel gruppo ad alto consumo.

  • L’effetto era più marcato nei soggetti sotto i 60 anni e nei pazienti con diabete.

  • Alcuni dolcificanti (come il tagatosio) non mostravano lo stesso effetto, suggerendo che il rischio varia a seconda del tipo.

Gli autori sottolineano che lo studio è osservazionale: non prova che i dolcificanti “causino” il declino cognitivo, ma evidenzia un’associazione robusta che merita ulteriori indagini.


Cosa dicono gli altri studi

Per capire meglio, vale la pena guardare cosa aveva già scoperto la scienza negli anni precedenti.

Dolcificanti e metabolismo

Una meta-analisi del 2022 pubblicata su JAMA Network Open (McGlynn et al.) aveva valutato l’impatto delle bevande dolcificate artificialmente sulla salute metabolica.
Conclusione: sostituire le bibite zuccherate con quelle “light” può aiutare a controllare il peso, ma non è chiaro se questo beneficio duri a lungo, né quali effetti abbia sul cervello.

Aspartame e funzioni cognitive

Diversi studi hanno analizzato l’aspartame — uno dei dolcificanti più diffusi — sugli effetti neurologici.

  • Nel 1998 (Am J Clin Nutr), Spiers et al. non trovarono danni evidenti a breve termine in adulti sani.

  • Nel 2014 (Res Nurs Health), Lindseth et al. osservarono alcune variazioni neurocomportamentali, ma non danni conclamati.

  • Altri studi più datati (Lapierre 1990; Maben & Smith 1996) giunsero a risultati simili: nessun effetto acuto marcato.

Questi dati indicano che gli effetti immediati dell’aspartame sul cervello sono minimi, ma non escludono conseguenze cumulative dovute all’uso cronico.

Sucralosio e cervello

Nel 2022, López-Meza et al. pubblicarono su Nutritional Neuroscience uno studio in cui il sucralosio riduceva le performance cognitive rispetto al saccarosio.
Ciò suggerisce che non tutti i dolcificanti siano uguali e che alcuni possano alterare il metabolismo neuronale o la risposta cerebrale agli stimoli dolci.


Possibili spiegazioni biologiche

Come potrebbero i dolcificanti artificiali influenzare il cervello?
Le ipotesi più accreditate includono:

  1. Alterazione del microbiota intestinale
    I dolcificanti possono modificare la composizione dei batteri intestinali, influenzando la comunicazione tra intestino e cervello (l’asse “gut-brain”).

  2. Infiammazione cronica
    L’uso prolungato può indurre stress ossidativo e infiammazione sistemica, meccanismi noti per accelerare l’invecchiamento cerebrale.

  3. Disregolazione metabolica cerebrale
    Alcuni dolcificanti interferiscono con la percezione del gusto dolce nel cervello, alterando i circuiti dopaminergici e la risposta insulinica neurale.

Questi effetti, anche se lievi nel breve termine, potrebbero sommarsi nel tempo.


Cosa significa nella pratica

Il nuovo studio non impone di “demonizzare” i dolcificanti, ma invita a usarli con moderazione e consapevolezza.
Ecco alcune raccomandazioni pratiche:

  • Riduci gradualmente il consumo di alimenti e bevande ultra-processate, anche se “senza zucchero”.

  • Prediligi alternative naturali come stevia o eritritolo, senza abusarne.

  • Riabitua il palato a percepire la dolcezza naturale di frutta e cibi integrali.

  • Mantieni attivi corpo e mente: attività fisica regolare, sonno adeguato e stimolazione cognitiva restano le vere armi contro il declino cerebrale.

👉 Ti interessa saperne di più? Leggi anche il nostro articolo su come proteggere il cervello dall’infiammazione cronica


Conclusione

I dolcificanti artificiali possono sembrare un’alternativa innocua allo zucchero, ma la ricerca recente invita alla prudenza.
Non ci sono prove definitive di un danno, ma ignorare questi segnali sarebbe un errore.
In attesa di nuovi studi, la strategia migliore è una sola: limitare sia lo zucchero che i dolcificanti, puntando su alimenti freschi, integrali e poco manipolati.


Fonti
“Association Between Consumption of Low-and No-Calorie Artificial Sweeteners and Cognitive Decline: An 8-Year Prospective Study”, Gonçalves NG et al., Neurology, 2025 — PubMed
“Association of Low- and No-Calorie Sweetened Beverages With Body Weight and Cardiometabolic Risk”, McGlynn ND et al., JAMA Netw Open, 2022 — PubMed
“Aspartame: Neuropsychologic and Neurophysiologic Evaluation of Acute and Chronic Effects”, Spiers PA et al., Am J Clin Nutr, 1998 — PubMed
“The Neuropsychiatric Effects of Aspartame in Normal Volunteers”, Lapierre KA et al., J Clin Pharmacol, 1990 — PubMed
“Neurobehavioral Effects of Aspartame Consumption”, Lindseth GN et al., Res Nurs Health, 2014 — PubMed
“The Impact of Nutritive and Non-Nutritive Sweeteners on the Central Nervous System: Preliminary Study”, López-Meza MS et al., Nutr Neurosci, 2022 — PubMed
“Sugar, Aspartame and Mental Performance: A Preliminary Investigation”, Maben AL, Smith AP., Hum Psychopharmacol, 1996


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