Il cancro colonrettale è la seconda causa principale di morte per cancro negli Stati Uniti, preceduto solo dal cancro ai polmoni. Analizzando i tassi di incidenza del cancro ai polmoni nel mondo, si nota una variazione di dieci volte tra le diverse popolazioni. Questo dato suggerisce che non si tratti di un fenomeno casuale, ma che ci siano cause esterne. Infatti, sappiamo che il 90% dei casi di cancro ai polmoni è dovuto al fumo. Quindi, smettendo di fumare, possiamo ridurre drasticamente il rischio di sviluppare questa patologia.
Nel caso del cancro al colon, la variazione è ancora più marcata, indicando che anche in questo caso esistono fattori che ne favoriscono l’insorgenza. Se i polmoni possono essere danneggiati dai carcinogeni presenti nel fumo, è possibile che il colon sia esposto a sostanze cancerogene presenti negli alimenti.
Perché gli Africani sviluppano meno il cancro colonrettale?
Ricercatori dell’Università di Pittsburgh e dell’Università di Limpopo hanno cercato di rispondere a questa domanda studiando il confronto tra afroamericani e africani nativi. È interessante notare che il cancro al colon è estremamente raro tra gli africani nativi, con un’incidenza più di 50 volte inferiore rispetto a quella americana, sia per la popolazione bianca che nera.
In passato, si riteneva che la differenza fosse legata all’elevato consumo di fibre nella dieta tradizionale africana, composta principalmente da cereali integrali. Studi hanno dimostrato che ogni 10 grammi di fibre giornaliere si ottiene una riduzione del rischio di circa il 10%. Gli africani tradizionali, consumando fino a 100 grammi di fibre al giorno, sembravano quindi essere protetti dal cancro al colon.
Non è solo questione di fibre
Tuttavia, la dieta moderna africana è cambiata: oggi è composta principalmente da alimenti raffinati e ha un basso contenuto di fibre, simile a quello degli Stati Uniti. Nonostante ciò, i tassi di cancro al colon rimangono sorprendentemente bassi. Come è possibile?
Non è legato al livello di attività fisica o al peso corporeo, poiché molti africani moderni sono sedentari e in sovrappeso, proprio come gli americani. La differenza principale sembra risiedere nel consumo di carne. La dieta americana, sia per bianchi che per afroamericani, è ricca di carne e grassi animali, mentre la dieta degli africani nativi rimane povera di questi alimenti.
Carne e rischio di cancro al colon
La dieta africana tradizionale ha livelli molto bassi di carne e grassi saturi, con un livello medio di colesterolo totale di circa 139 mg/dL, rispetto ai 200 mg/dL degli Stati Uniti. Questo suggerisce che il consumo minimo di carne e grassi animali potrebbe essere un fattore protettivo cruciale contro il cancro al colon.
Le ricerche indicano che i componenti della carne – grassi animali, colesterolo e proteine animali – possono avere proprietà cancerogene. Non è ancora chiaro quale di questi elementi sia più dannoso, ma non importa: una dieta ricca di carne è inevitabilmente ricca di tutti questi fattori.
Conclusioni
L’elevata incidenza di cancro al colon negli Stati Uniti potrebbe essere legata più al consumo di prodotti animali che alla carenza di fibre. Ridurre il consumo di carne e grassi animali, quindi, potrebbe rappresentare una strategia efficace per prevenire questa malattia. Come dimostrano i dati, una dieta povera di prodotti animali, come quella tradizionale africana, può essere un potente alleato nella lotta contro il cancro al colon.
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