Fin dalle foto delle scuole elementari, i miei capelli erano sempre un po’ ribelli. Poi arrivò la fase da “metallaro”, con una chioma lunga fino a metà schiena. Ma, come per molti uomini della mia famiglia, con il tempo iniziarono ad assottigliarsi e a cadere. Non è un destino raro: gli studi mostrano che entro i 50 anni circa la metà degli uomini e delle donne sperimenta una qualche forma di perdita di capelli.
Perché alcuni li perdono e altri no? E soprattutto: possiamo fare qualcosa per preservarli?
Perché perdiamo i capelli?
Contrariamente a molti miti, non è lavandoli o spazzolandoli troppo che i capelli cadono. La causa principale è genetica, sia per uomini che per donne. Studi sui gemelli mostrano che la calvizie maschile ha un’ereditabilità del 79%, quindi gran parte del problema è scritto nei geni, ma non del tutto.
Infatti, gemelli identici con lo stesso DNA possono avere livelli diversi di caduta: fattori come stress, fumo, numero di gravidanze o malattie croniche (ipertensione, tumori) possono influenzare la situazione.
Il fumo in particolare danneggia i follicoli tramite sostanze tossiche e riduzione della microcircolazione. Anche il mercurio è collegato alla caduta: si concentra fino a 250 volte nei capelli in crescita. Oggi entra nel corpo soprattutto tramite il consumo di pesce.
Un caso clinico lo dimostra bene: una donna con caduta importante aveva livelli alti di mercurio nel sangue dovuti all’eccesso di tonno nella dieta. Sospendendo il consumo di pesce, i valori si sono normalizzati e i capelli sono ricresciuti completamente entro sette mesi.
Prevenzione: cosa possiamo fare
Oltre a non fumare, gestire lo stress ed evitare eccesso di pesce, è utile assicurarsi di non avere carenze nutrizionali. Ad esempio, lo scorbuto (grave carenza di vitamina C) provoca caduta, ma nelle persone sane non esistono dati che colleghino livelli normali di vitamina C con la perdita dei capelli.
Alimenti amici dei capelli
La dieta può avere un ruolo importante. Gli studi mostrano che la calvizie maschile è più frequente tra chi consuma carne, cibo spazzatura e dorme male, mentre si riduce tra chi consuma verdure crude, erbe fresche e latte di soia.
Bere bevande a base di soia settimanalmente è stato associato a una riduzione del 62% del rischio di perdita moderata o grave.
Un altro studio ha testato capsaicina (peperoncino) e isoflavoni (soia): bastavano 6 mg di capsaicina (un quarto di jalapeño) e 75 mg di isoflavoni (¾ di tazza di tempeh o soia) per stimolare la ricrescita.
Anche i semi di zucca si sono dimostrati promettenti. In uno studio, 400 mg di olio di semi di zucca al giorno (l’equivalente di 2-3 semi) hanno aumentato la densità dei capelli del 40% in sei mesi, senza effetti collaterali sessuali.
Biotina: mito o realtà?
La biotina (vitamina B7) è molto presente negli integratori contro la caduta. Una sua grave carenza provoca effettivamente perdita di capelli, ma è estremamente rara nelle persone sane.
Gli integratori però spesso contengono dosi anche 650 volte superiori al fabbisogno, con un rischio: la biotina può falsare diversi esami del sangue, compresi quelli per la tiroide, la gravidanza e perfino i test cardiaci. In certi casi può diventare un problema serio.
Farmaci: Propecia e Rogaine
Gli unici farmaci con prove solide sono finasteride (Propecia) e minoxidil (Rogaine). Funzionano, ma hanno effetti collaterali.
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Propecia può causare calo della libido, disfunzione erettile, dolore ai testicoli e persino ginecomastia. Alcuni uomini riportano disfunzioni sessuali anche anni dopo la sospensione.
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Minoxidil topico può provocare prurito e irritazioni.
La scelta migliore? La forchetta
Visti i limiti e i rischi di farmaci e integratori, la strada più sicura rimane quella alimentare:
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più verdure crude e legumi,
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più soia e derivati,
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semi di zucca e altri semi oleosi,
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stile di vita sano (meno stress, no fumo).
La prevenzione e la cura della perdita dei capelli possono iniziare già nel piatto.
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