Uno degli studi più vasti e approfonditi mai condotti su dieta e salute è il NIH-AARP Study, sponsorizzato dal National Institutes of Health e dall’American Association of Retired Persons. Si tratta di un’indagine prospettica che ha analizzato milioni di anni-persona di dati. I risultati? Anche solo sostituire il 3% delle calorie giornaliere da proteine animali con proteine vegetali è stato associato a una riduzione del rischio di morte prematura del 10%. Solo un piccolo 3%!

Le uova: il peggior tipo di proteina animale

Tra tutte le fonti di proteine animali analizzate, le uova sono risultate le peggiori. Sostituire solo il 3% delle proteine da uova con proteine vegetali ha portato a una riduzione della mortalità superiore al 20%. Per esempio, passare da uova strapazzate a tofu strapazzato potrebbe fare una notevole differenza.

Ancora più impressionante: mezzo uovo al giorno è stato associato a un aumento del 7% della mortalità per tutte le cause. Questo dato è coerente con sei altri studi di coorte statunitensi, i quali hanno evidenziato che ogni mezzo uovo aggiuntivo consumato quotidianamente è legato a un aumento significativo del rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e di morte precoce.

Importante sottolineare che questi risultati si mantengono anche dopo aver corretto per altri fattori di stile di vita, come la qualità generale della dieta. Quindi no, non è solo colpa della pancetta mangiata insieme alle uova.

Conferme dalla letteratura scientifica

Una meta-analisi di tutti gli studi esistenti ha confermato che un maggiore consumo di uova è associato a un rischio più alto di mortalità generale. Un’altra meta-analisi, che ha incluso quasi 12 milioni di partecipanti, ha ribadito che evitare un consumo elevato di uova è probabilmente prudente. Ma cosa significa “consumo elevato”? Non c’è una soglia chiaramente definita.

Una meta-analisi ha suggerito che fino a mezzo uovo al giorno il rischio non è significativamente aumentato, mentre un’altra ha trovato che aggiungere anche solo un uovo alla settimana può incrementare il rischio di morte per cancro.

Ma allora perché c’è ancora tanta confusione?

Se i dati sono così chiari, perché c’è ancora dibattito? Perché l’industria delle uova crea deliberatamente confusione, esattamente come ha fatto e continua a fare l’industria dello zucchero. Diversi esperti, tra cui il Dr. Neal Barnard, hanno documentato questo fenomeno.

Come affermato dal direttore del Stroke Prevention and Atherosclerosis Research Centre, dopo condanne per pubblicità ingannevole, l’industria ha investito centinaia di milioni di dollari per convincere il pubblico, i medici e i decisori politici che il colesterolo alimentare e i tuorli d’uovo non fanno male.

Eppure, una meta-analisi di oltre 50 studi clinici randomizzati ha dimostrato che il consumo di uova aumenta significativamente il colesterolo LDL, il cosiddetto colesterolo “cattivo”.

E le linee guida dietetiche?

Alcuni blog, spesso legati direttamente o indirettamente all’industria, sostengono che le linee guida dietetiche statunitensi del 2015 avrebbero eliminato il limite di 300 mg di colesterolo alimentare al giorno. Ma se si legge il documento con attenzione, si scopre che la raccomandazione è stata in realtà rafforzata: gli americani sono invitati a “consumare il meno possibile di colesterolo alimentare”, come già suggerito dall’Institute of Medicine.

Questa indicazione è stata confermata anche nelle linee guida più recenti, dove si raccomanda che il consumo di colesterolo sia il più basso possibile, dato che qualsiasi quantità superiore allo zero aumenta il colesterolo LDL e quindi il rischio di malattie cardiovascolari, la prima causa di morte per uomini e donne.


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